Brescia, 4 dicembre 2010 - Ha ucciso il padre, appiccato fuoco alla casa e cercato di suicidarsi. A Palazzolo sull’Oglio, comune al confine tra le province di Bergamo e di Brescia, nel tardo pomeriggio di ieri, si è consumata l’ennesima tragedia familiare. Mario Leone, 28 anni, studente universitario ha ucciso il padre Michele, di 53, artigiano, colpendolo al cuore con la fiocina di un fucile subacqueo. Il parricidio è stato l’ epilogo di una discussione degenerata nella devastazione dell’appartamento al secondo piano di via Piccinelli. I vicini non hanno sentito urla.

 

Si è visto del fumo, e più o meno contemporaneamente, Mario Leone, che minacciava di gettarsi dal balcone. Sono accorsi in tre, una vicina gli ha gridato «non farlo», un marocchino si è arrampicato su per un tubo fino a prenderlo per i piedi mentre si lanciava nel vuoto. Ma il giovane l’ha fatto. E’ finito sopra un tavolino che ha ridotto l’impatto e, in qualche modo, gli ha anche salvato la vita.

 

Poco dopo sono arrivati i carabinieri della compagnia di Chiari e della stazione di Palazzolo sull’Oglio. Quando hanno aperto l’uscio dell’appartamento al secondo piano di via Piccinelli si sono trovati di fronte al corpo di Mario Leone, con una ferita al cuore, ai resti di ciò che le fiamme non avevano divorato, ai cocci di una casa e di una famiglia. Il genitore sarebbe stato ucciso da un colpo di fiocina. La scientifica dei carabinieri ha trovato infatti la fiocina per terra e nella serata di ieri stava cercando di risalire con certezza all’arma utilizzata per il delitto. In quanto al movente sembrano escluse questioni economiche. Dalle testimonianze dei vicini, è emerso che il figlio aveva sofferto molto per la scomparsa della madre, avvenuta alcuni anni fa.

 

E, in via Piccinelli a Palazzolo sull’Oglio, ieri, c’era chi non escludeva l’intenzione di Michele Leone d’avvicinarsi a nuove esperienze sentimentali. Forse il ragazzo non ha retto all’idea che una donna potesse prendere il posto della madre. E’ una delle ipotesi a cui stanno lavorando i carabinieri. Sarebbe del resto compatibile con la dinamica di quanto accaduto: la fine del padre, la distruzione del luogo in cui la famiglia aveva vissuto felice, il suicidio.