
Panoramica del Po su Casalmaggiore
Cremona, 5 febbraio 2015 - È come maneggiare i vecchi manuali di geografia, pieni di appunti, perché l’insegnante ne parlava come fosse un dogma: nasce sul Monviso con un rigagnolo ma poi te lo ritrovi a bagnare Torino, ad accarezzare le colline del Monferrato e le risaie della Lomellina prima di diventare il grande fiume che costeggia la Bassa lombarda e la Via Emilia, le lanche del Cremonese, le “barene“ del Polesine infine il tratto finale fra Ferrarese e Laguna. Il Po è un mito che viaggia, anche se ha un nome che più corto non si può, come un acronimo incompleto. E per Expo 2015 sarà un protagonista naturale, anche senza andare ad inondare i Padiglioni di Rho/Pero. La conferma arriva da “UnPOxExPo2015”, marchio di territorio creato da Giampietro Comolli, lanciato nel 2011 come idea di un “Fuori Salone” capace di intercettare una notevole fetta di turismo (specie dall’estero) e di offrire lo charme di una macro-regione ricca di contadini operosi e artigiani capaci, ristoratori talentosi e località che hanno scritto pagine di Storia memorabili.
Quattro anni dopo, i numeri parlano ed è lo stesso Comolli a confermarlo: in vista di Expo 2015, 340mila pacchetti turistici già venduti tramite decine di tour operator italiani e internazionali che hanno colto l’appeal di un tracciato fluviale assolutamente strategico, a un niente da Milano. Si parla di 500 diversi pacchetti turistici ispirati al Po, spina dorsale che unisce un’infinità di attrattive per un mercato del leisure sempre più esigente, che cerca visite ed escursioni, ma anche esperienze ed emozioni tra Saluzzo, Cremona e la bella Sabbioneta. Con il coinvolgimento di 15 province e di undici “Distretti” turistici, ben tre con un’anima “lombarda”: la “Lomellina Squisita” che comprende l’area Ticino-Navigli a nord di Pavia e punta su elementi come il riso e personaggi come Leonardo da Vinci; “Cuore di Po” che va da Mede a Piacenza e tocca l’Oltrepò spumeggiante del Cruasé; e “Piramide del Gusto” che tocca Lodi, Cremona e Mantova, terra votata alla cultura del latte e dei grandi formaggi, alla liuteria, alla letteratura e alla solida cucina padana.
Idea a tempo e insieme senza tempo. Perché “UnPOxExPo2015” è un progetto nato per avere vita lunga, ben oltre la fine del grande evento al debutto. E ormai sottodata, a un niente dai “Giorni della Merla” che hanno ricordato il Po ghiacciato e la storia struggente di due giovani innamorati inghiottiti dall’acqua gelida, l’immagine – spiega Comolli - è quella di un lungo fil rouge, collante di una fetta notevole d’Italia, fatta anche di piccole realtà produttive locali che non avranno la forza per presenziare nei Padiglioni di Expo ma che potranno comunque giocarsi le loro chance grazie a un brand che ha una sua forza naturale: il Po è un palcoscenico di 650 chilometri che sfoggia 10 siti Unesco, 20 città d’arte, 600 ricette tipiche, 100 alimenti certificati, 40 borghi blu e 80 oasi naturalistiche. Con i suoi tratti navigabili è diventato anche un incredibile pretesto di viaggio, l’«unico fiume rispettabile - ripeteva il grande Giovanni Guareschi - che esista in Italia». Lo affronti a Piacenza, a Cremona o a Mantova e chiedi istintivamente di raggiungere Venezia, il Delta e l’incontro fatale con l’Adriatico. Come un lungo romanzo: per coglierne il senso, bisogna sempre arrivare all’ultima pagina.