
Diana Bracco
Merate (Lecco), 30 settembre 2016 – Il pm di Milano Giordano Baggio ha chiesto di condannare Diana Bracco, a capo dell'omonimo colosso farmaceutico, a un anno e tre mesi di reclusione. L'accusa per l'ex numero uno di Confindustria ed ex presidente di Expo 2015 è quella di frode fiscale e appropriazione indebita.
Secondo i magistrati l'imprenditrice, che ha 75 anni, avrebbe emesso fatture false tramite alcune sue società per una frode da almeno tre milioni di euro abbattendo l'imponibile e utilizzando poi i soldi per spese personali che nulla avrebbero avuto a che fare con la sua attività. In particolare avrebbe ristrutturato alcune proprietà immobiliari, tra cui una sua villa a Sartirana di Merate, dove ha vissuto con il marito Roberto Da Silva sino al 2012, quando è rimasta vedova. Entrambi sono stati sempre molto legali alla realtà brianzola, tanto che lui è stato seppellito nel cimitero della frazione dove risiedeva.
Ma avrebbe anche sistemato un'abitazione in via Cino del Duca a Milano, una a Nizza Monferrato, ad Anacapri, Vence in Provenza e a Megéve, oltre ad arredare uno yotch. Ad accorgesi del presunto imbroglio, attraverso il quale avrebbe sottratto risorse all'impero farmaceutico e ad altre controllate o collegate, sono stati i militari delle Guardia di finanza durante alcuni controlli di routine dal quale sarebbe emerso che le prestazioni per le fatture emesse non sarebbero mai state effettuate. Complessivamente avrebbe abbattuto l'imponibile per ottenere una riduzione indebita delle tasse per oltre un milione di euro.
La prossima udienza è fissata per mercoledì prossimo, il 5 ottobre, quando toccherà al legale difensore Giuseppe Bana prendere la parola. L'industriale dal canto suo si è sempre professata innocente.