Lodi, 18 maggio 2013 - Scout Speed non è un ragazzino coi calzoni corti ma l’ultimo ritrovato tecnologico per la rilevazione della velocità (e quindi la punizione di chi ha il piede pesante). In una manciata di secondi, anche se è in movimento, riesce a leggere l’andatura dei veicoli che incrocia, segue o precede, la registra in cinque scatti fotografici, dalla targa fornisce il nome del proprietario e dice anche se è regolarmente assicurato. Il ‘gioiellino’ verrà montato in questi giorni sulle auto della polizia provinciale, quelle riconoscibili, a strisce verdi col lampeggiante. Verrebbe da dire: automobilista avvisato...

Ed è proprio per diffondere in tutto il Lodigiano la notizia dell’adozione dello Scout Speed sul territorio che ieri il congegno è stato presentato ufficialmente in Provincia. Nessun intento punitivo, ha messo le mani avanti l’assessore alla Sicurezza Matteo Boneschi, ma piuttosto un’opera di prevenzione che sta dando i suoi frutti. «L’Europa aveva fissato un programma per la riduzione degli incidenti stradali del 50% in 10 anni — ha spiegato Boneschi — ma Lodi ha fatto meglio: gli incidenti sono calati del 68%, una cifra record in Lombardia e probabilmente anche in tutta Italia». A fornire i dettagli sull’uso dello strumento è stato il comandante della polizia locale Arcangelo Miano. Lo Scout, ha sottolineato potrà essere montato senza problemi su una qualsiasi delle auto di servizio del corpo, quelle però identificabili dagli stemmi, quindi nessuna auto civetta, per intenderci.

«Lavoreremo in sinergia con i comuni — ha detto Siano — e se i sindaci ci segnaleranno tratti dove gli automobilisti esagerano con la velocità interverremo. Lungo le strade nelle quali agiremo mettereremo cartelli di avviso mobili». In altre parole l’amministrazione provinciale e la sua polizia non vogliono dare l’impressione di tendere trappole agli utenti, ma avvisano chi guida che in qualsiasi vettura ufficiale del corpo potrebbe esserci il rilevatore di velocità in funzione che, per dirne una, riesce a ‘leggere’ fino a 270 chilometri orari. Di tecnologia internazionale ma con un cervello italiano ha parlato l’ingegner Emanuele Polizzi, portavoce dell’azienda che ha sviluppato lo Scout e ora conta di farlo adottare dalle forze dell’ordine un po’ in tutta Italia (lo strumento è già stato ordinato dalla municipale di Bologna).

«È un sistema molto flessibile — ha specificato — facile da usare per gli agenti che devono farlo». Il congegno dà risposte utili anche alla sicurezza degli operatori che sanno da subito se si trovano di fronte, ad esempio, a un’auto regolare o a una appena rubata. Alla fine è stata organizzata una prova pratica del ‘gioiellino’, cavia la vettura privata del presidente Foroni. Risposta quasi immediata: tutto regolare, l’assicurazione è della compagnia X e scade il giorno Y.

tommaso.papa@ilgiorno.net