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Hacking Team attaccata, due inchieste e sei indagati: sono ex collaboratori

La prima inchiesta, aperta in seguito all'attacco, ipotizza il reato di accesso abusivo al sistema informatico. La seconda riguarda una denuncia del fondatore David Vincenzetti, che lamentava un accesso abusivo a sistema informatico e rivelazione di segreto industriale

Hacker

Milano, 13 uglio 2015 - Sono due le indagini aperte in procura relative ad Hacking Team, l'azienda fornitrice di servizi di spionaggio vittima nei giorni scorsi di un attacco hacker, grazie al quale sono stati prelevati dagli archivi circa 400 gigabyte di documenti tra file riservati, scambi di email private fra dipendenti e immagini che metterebbero in luce il rapporto della società con 36 Stati e alla rivelazione di parte del codice sorgente di Galileo, il pacchetto usato da più di 40 governi. Sono state assegnate entrambe dal procuratore aggiunto Maurizio Romanelli al pubblico ministero Alessandro Gobbis.

La prima, aperta in seguito all'attacco, ipotizza il reato di accesso abusivo al sistema informatico. La seconda, invece, riguarda una denuncia di un paio di mesi fa su questioni interne alla società presentata, prima della recente incursione, dal fondatore David Vincenzetti. Riguardo questo filone sono sei le persone già indagate, ex dipendenti ed ex collaboratori di Hacking Team. Sono accusati di accesso abusivo a sistema informatico e rivelazione di segreto industriale. Nel 2014, infatti, secondo Vincenzetti sarebbero entrati in possesso dei codici sorgente necessari per lo sviluppo dei software creati da Hacking Team. L'iscrizione degli ex dipendenti nel registro degli indagati, avvenuta nei giorni scorsi, e' precedente all'attacco degli hacker. Procura e polizia postale stanno verificando eventuali collegamenti con l'intrusione subita da Hacking Team nei giorni scorsi.

Nei prossimi giorni, in procura verranno convocati alcuni protagonisti della vicenda, tra i quali Vincenzetti. Quest'ultimo, in un'intervista al quotidiano La Stampa, ha detto di ritenere che "l'attacco, per la sua complessità, debba essere stato condotto a livello governativo o da chi disponeva di fondi molto ingenti".