REDAZIONE PAVIA

Poche ore per l'assistenza ai disabili: a Pavia due famiglie risarcite

I genitori avevano aderito alla campagna della Ledha 'Vogliamo andare a scuola'

ll tribunale di Pavia

Pavia, 16 gennaio 2015 - L'assistenza di cui hanno bisogno due ragazzi con grave disabilità sarà pagata dalla Provincia. I due studenti, infatti, hanno diritto a 30 ore settimanali di assistenza ad personam per poter frequentare le lezioni. Ma all’inizio dell’anno scolastico se ne erano viste assegnare rispettivamente 19 e 22. Troppo poche per garantire loro una regolare frequenza al pari di tutti gli altri studenti. Le famiglie hanno così scelto di pagare di tasca propria le ore di assistenza mancanti, per garantire ai propri figli il diritto di andare a scuola. Parallelamente, però, hanno aderito alla campagna ‘Vogliamo andare a scuola!’ promossa da Ledha e hanno presentato ricorso in tribunale per chiedere alla Provincia di garantire ai propri figli il pieno diritto a frequentare la scuola assieme ai loro compagni di classe.

Prima che si arrivasse a una sentenza la Provincia di Pavia ha emesso una determina con cui ha stanziato un’ulteriore somma per garantire il 100% delle ore di assistenza ad personam necessarie ai due ragazzi per frequentare le lezioni. "E’ un ottimo risultato per le famiglie – commenta l’avvocato Laura Abet del Centro Antidiscriminazione Franco Bomprezzi –. Tuttavia gli altri alunni e studenti con disabilità della provincia che non hanno presentato il ricorso non hanno ottenuto tutte le risorse necessarie per soddisfare le loro effettive esigenze". "Siamo contenti di questo risultato – aggiunge il presidente Ledha, Alberto Fontana –. Ora ci aspettiamo che tutte le province lombarde e la Città Metropolitana di Milano non si limitino a sanare la situazione di chi ha avviato un ricorso. Ma lo facciano per tutti gli alunni e studenti con disabilità".

La campagna ‘Vogliamo andare a scuola!’ aveva preso avvio la scorsa estate, quando Ledha aveva iniziato a sollecitare le Province sull’urgenza di provvedere per tempo ad attivare per tutti gli alunni e studenti con disabilità che ne hanno necessità i servizi di supporto al diritto allo studio. Eppur l’inizio dell’anno scolastico per i bambini e i ragazzi con disabilità è stato segnato da ritardi e mancanza di risposte. Di fronte a questa situazione, più di 100 famiglie hanno presentato una diffida alla propria Provincia di residenza. In alcuni casi sono stati trovati degli accomodamenti, chiaramente in difetto rispetto al vero diritto esigibile di ciascun alunno, ma che tanti genitori hanno giudicato sufficienti per garantire la frequenza scolastica ai propri figli. Dodici famiglie, però, hanno scelto di presentare ricorso.