
Musica e appelli per non affidare i centri all’esterno
Sesto San Giovanni (Milano), 16 novembre 2015 - Dopo striscioni, scioperi e petizioni, arriva anche lo spettacolo al Cinema Teatro Rondinella per chiedere all’amministrazione comunale di continuare con la gestione diretta dei centri diurni disabili Magnolia e Mimosa. Sul palco di viale Matteotti, domenica mattina, si è esibita The Bombardino’s Guitar Band per quella che è stata ribattezzata "una giornata di solidarietà e umanità".
Nessun biglietto di ingresso, solo una cassetta delle offerte. E il banchetto con la petizione, lanciata dal "Comitato per il servizio pubblico" perché i Cdd rimangano comunali e non vengano esternalizzati. Una raccolta firme che si trova anche in alcuni locali, per lo più bar, della città. In mattinata al Rondinella c’erano 75 persone tra educatori dei centri di via Boccaccio, sindacalisti, personalità politiche sestesi e utenti, anche se gli organizzatori e i lavoratori assicurano che nel corso della mattinata il cinema si sia riempito di genitori e famiglie e che molti siano entrati solo per siglare la petizione. Che avrebbe già raccolto 1.500 adesioni.
"Continueremo a raccoglierne e inzieremo anche a chiedere un piccolo contributo economico per chi vorrà supportarci", annuncia dal palco Gabriele Visco Gilardi, promotore del Comitato insieme a Olga Talamucci, ex consigliera comunale di Sel. "Sono stato tra i primi firmatari – racconta Visco Gilardi -. Questo non è un servizio qualunque. Non si può improvvisare. Non può essere affidato a una qualsiasi organizzazione che partecipa a un bando di gara. Non parliamo di un lavoro meccanico. Ma di un servizio dove si aiutano persone che hanno difficoltà. Per questo il servizio deve rimanere in mani pubbliche".
L’amministrazione non si schioda dall’esternalizzazione dei cdd. Ci sarà un avviso pubblico di manifestazione di interesse, anche se già in estate si era fatta avanti la Fondazione La Pelucca che settimana scorsa ha inaugurato la residenza sanitaria per disabili nella villa storica di via Campanella. "Capiamo che il Comune abbia esigenze economiche. Ma se c’è volontà i fondi si trovano. A oggi non esiste nulla di concreto, non c’è un dato né un’analisi. Solo un’intenzione politica di dare fuori il servizio". Ma non i lavoratori che rimarrebbero a tutti gli effetti dipendenti pubblici con la formula del distacco temporaneo al nuovo operatore.