LAURA LANA
Archivio

Sesto, i sindacati: "Ora il dietrofront sui centri disabili"

Deserta la prima gara pubblica, ecco la richiesta al Comune di bloccare la privatizzazione del servizio

La protesta dei lavoratori

Sesto San Giovanni (Milano), 8 giugno 2016 - Dopo la gara per i centri diurni disabili, andata deserta, l’amministrazione decide di restare sulla stessa strada. E così sarà pubblicato un nuovo bando. Tuttavia, i sindacati chiedono un passo indietro. Marisa Pasina, delegata Uil, ha già inoltrato una lettera a sindaco e uffici per un "incontro immediato per esaminare la situazione". Perché, dopo quasi due anni di percorso, "non si può liquidare con un comunicato stampa la volontà di indire una nuova procedura". Anche per la Cgil è necessario un "chiarimento a un tavolo sindacale".

La sigla va oltre, chiedendo di tornare sulla decisione di esternalizzare i cdd di via Boccaccio. "Ci troviamo, a un anno e mezzo di distanza, al punto di partenza, con un servizio che continua a funzionare per la dedizione di chi ci lavora e nonostante l’evidente disimpegno dell’amministrazione", scrivono Antimo De Col e Alexandra Bonfanti. Che si colga l’occasione per fermarsi, suggerisce la Cgil. "Crediamo che il fallimento della gara pubblica debba indurre a un ripensamento delle scelte del consiglio comunale". Tradotto: "Cancellare quella decisione e tornare alla gestione diretta, l’unica che possa garantire tutela del servizio, benessere dell’utenza, salvaguardia del patrimonio di professionalità". I due sindacalisti rimettono sul tavolo le proposte degli educatori per mantenere i cdd Magnolia e Mimosa all’interno dell’ente. Tuttavia, le opzioni avrebbero causato un esborso di circa 500mila euro in più dalle casse pubbliche, come aveva replicato l’amministrazione. Lo scorso anno avevano manifestato interesse quattro operatori. Tra questi, anche il consorzio bresciano In Rete.it, l’unico ad aver presentato un’offerta. "Vizi di forma non superabili", il privato è stato escluso dalla procedura. Nessuna proposta, invece, dalla Fondazione La Pelucca che pure era stata la prima a farsi avanti la scorsa estate.

"La giunta voleva affidare direttamente il servizio alla onlus, controllata dal Comune stesso. Cos’è cambiato? Colpa della complessità del progetto o della mancata progettualità della Fondazione?", chiedono De Col e Bonfanti. Il dibattito politico va avanti in modo confuso. C’è chi oggi rimpiange una gestione della onlus, ma mesi fa puntava il dito contro il monopolio di Pelucca e la mancanza di trasparenza di un affido diretto. E c’è chi ora parla di "un bando che evidentemente non reggeva", ma ieri denunciava un regalo al privato, che sarebbe stato sommerso di contributi pubblici.