
Festival Orlando a Bergamo
Bergamo, 3 aprile 2025 – La sublime arte di fallire. La 12esima edizione del Festival di arti performative e cinema Orlando in programma a Bergamo da sabato 3 a domenica 11 maggio esplora proprio questo tema: il fallimento. "Fallire significa anche avere esperienza delle falle di un sistema che pretende un solo tipo di successo - dice Elisabetta Consonni, Direttrice del Festival (organizzato da Associazione Immaginare Orlando e Laboratorio 80) -. Ci chiediamo se quelle falle non siano lo spazio fertile per nuove possibilità".
Un percorso attraverso 9 luoghi della città
Il tema verrà affrontato in tutte le sue sfaccettature e questa domanda risuonerà in nove diversi spazi della città, dove sono previsti più di 20 appuntamenti tra performance, film in anteprima, laboratori, seminari, installazioni, incontri e feste, con ospiti da Nigeria, Francia, Italia, Norvegia e Stati Uniti e oltre 40 realtà coinvolte.
Gli artisti e gli spettacoli in programma
Tra le artiste e gli artisti presenti quest'anno, il coreografo nigeriano Emmanuel Ndefo, per la prima volta in Italia, il duo norvegese Ann-Christin Kongsness e Marte Reithaug Sterud, a loro volta in anteprima nazionale, e Aristide Rontini, coreografo del gruppo Al.Di.Qua. Artists e attivista per i diritti di artisti con disabilità.
Tra i film, tutti in anteprima, Baby di Marcelo Caetano, vicenda di formazione di un giovane in cerca di riferimenti che si lega a un uomo maturo; il documentario Lesvia di Tzeli Hadjidimitriou, sul rapporto tra le donne della comunità omossessuale e gli abitanti di Lesbo negli anni '70, e il docu-drama Shadow di Bruce Gladwin della compagnia australiana Back to Back Theatre, storia di un gruppo di attivisti con disabilità intellettiva. Torna poi il progetto per immaginare 'istituzioni fantastiche' come il Ministero del Fallimento: attraverso incontri col pubblico e un'installazione partecipata in Piazza Libertà, con l'obiettivo di legittimare l'idea che il fallimento possa offrire prospettive inedite.
Consonni: “Alleniamoci a una grammatica delle possibilità”
"Il successo - chiosa Consonni - è l'esito di un sistema che non considera la pluralità di prospettive, identità, corpi. Vogliamo invece allenarci a una grammatica delle possibilità, per esprimere il desiderio di vivere altrimenti. E affrontare l'elefante nella stanza, che potrebbe rivelarsi una giraffa come nell'immagine del fotografo Martin Kollar, scelta per rappresentare questa edizione".