
Un anziano pensionato al parco
Bergamo, 27 marzo 2016 - Sempre di più e, soprattutto, sempre più a rischio di vivere in solitudine. Bergamo invecchia e, per fronteggiare una situazione in rapida trasformazione, necessita in tempi rapidi di una rete di servizi più sensibili alle esigenze reali della popolazione. A chiedere interventi rapidi è il sindacato dei pensionati della Fnp Cisl, che ha esaminato, incrociandoli, i dati demografici dei quartieri del capoluogo e quelli, allarmanti, del Servizio di assistenza domiciliare del Comune.
Risultato: mentre gli over 65enni stanno rapidamente aumentando, quanti beneficiano delle prestazioni in questione sono altrettanto drasticamente diminuiti. Tanto che il segretario della sezione cittadina della Fnp Cisl, Roberto Corona, lancia l’allarme: «In una città che invecchia – afferma – il pericolo è di non riuscire a tenere il passo rispetto all’urgenza di dare risposte concrete alle nuove fragilità delle fasce più anziane dei residenti». Negli ultimi dieci anni, secondo i dati statistici del Comune di Bergamo, il 33% degli anziani vive solo: erano 8.800 nel 2006, ora sono diventati 9.767. Non solo: stando a un’elaborazione dei dati del Dipartimento welfare del sindacato di via Carnovali, dal 2011 a oggi gli over 65enni sono cresciuti del 3,86%.
Gli anziani soli rappresentano a Bergamo una percentuale tre volte superiore al dato nazionale, e aumentano con il crescere dell’età: dopo gli 80 anni, infatti, più della metà delle persone non ha possibilità di compagnia. I quartieri con la più alta concentrazione di persone con più di 65 anni sono il centro, Borgo Palazzo, Borgo Santa Caterina, Loreto, San Paolo e San Tomaso. A fronte di questa evoluzione, gli utenti del Servizio di assistenza domiciliare sono passati da 692 a 323 (anche se 126 persone usufruiscono della cosiddetta “custodia sociale”), mentre la spesa pro capite a carico dei pazienti è aumentata di quasi 50 euro, benché il costo totale d’appalto che i Comuni versano alle cooperative che gestiscono il servizio sia calato di 136mila euro.
«Ecco i numeri della crisi – rimarca Corona –. Una situazione di sofferenza causata dalle badanti e dal “fai da te”, garantito dal sistema dei voucher distribuiti dalla Regione. Anche in previsione delle prossime decisioni sulla domiciliarità, dobbiamo invece pensare a servizi innovativi, con una multidimensionalità di approccio e di intervento». Di qui la proposta della Fnp Cisl: una “custodia sociale” che introduca, dice Corona, «figure professionali di riferimento per le persone sole: l’assistente di condominio; l’infermiere di quartiere; il co-housing sociale (alloggi privati con ampi spazi destinati alla condivisione), e servizi di prossimità e di vicinato che attivino relazioni in un’ottica di famiglia estesa».