REDAZIONE BERGAMO

Falso l’incidente, vera la truffa. In azione una banda di specialisti

L’appello del questore: le forze di polizia non chiedono dati o soldi al telefono

Falso l’incidente, vera la truffa. In azione una banda di specialisti

L’ipotesi delle forze dell’ordine è che ad agire sia una banda specializzata in questi tipi di raggiri, organizzata e in grado di selezionare con attenzione le sue potenziali vittime. L’unica cosa sicura è che Bergamo nelle ultime settimane ha fatto registrare una recrudescenza del fenomeno delle truffe via telefono. Da giorni in Questura o al Comando provinciale dei carabinieri giungono segnalazioni da parte di cittadini che asseriscono di essere stati chiamati a casa da sedicenti poliziotti o carabinieri.

"Siamo la Polizia – il tenore della telefonata –, suo figlio è stato coinvolto in un incidente. Per non avere guai è necessario versare al più presto questa somma, passerà l’avvocato a ritirarla al suo domicilio". La frase rappresenta solo uno degli esempi di insidia telefonica, utilizzata per far cadere in trappola il malcapitato di turno. Nel mirino dei malviventi finiscono soprattutto persone anziane che vivono sole. La maggior parte delle segnalazioni riguardano il capoluogo orobico, ma non mancano casi analoghi sul territorio provinciale.

"Il fenomeno è preoccupante – sottolinea il questore di Bergamo, Stanislao Schimera –. Voglio lanciare un appello ai cittadini e invitarli a stare attenti, a prestare la massima attenzione. Noi forze di polizia non chiediamo agli utenti informazioni al telefono, non chiediamo dati o documenti personali, tantomeno non avanziamo richieste di denaro di nessun tipo e per nessuna ragione. Una telefonata da parte di sedicenti operatori di polizia in cui si pretendono dati personali o, peggio, denaro o beni di valore, deve subito mettere in allarme sul chiaro intento truffaldino di chi sta dall’altra parte della cornetta. Quindi è bene riattaccare e contattarci immediatamente".

Le scuse adottate dai truffatori sono le più disparate, ma ultimamente prevale quella del parente in difficoltà da aiutare immediatamente, con un versamento di denaro in contanti o, in assenza di banconote a disposizione immediata, persino con la consegna a mano di gioielli e oggetti di valore presenti in casa. Purtroppo nei giorni scorsi qualcuno è caduto nella trappola e si è accoro dell’inganno solo dopo aver consegnato preziosi.

Michele Andreucci