MARIA GRAZIA LEPORATI
Cronaca

Lo sport vince tutto, anche la disabilità. L’esistenza va difesa perché è sorprendente

"Senza un arto all’inizio avevo paura di non riuscire più a fare le stesse cose di prima". .

Quando ti hanno amputato la gamba ti sei sentito diverso?

"Sì, perché non sarei più riuscito a fare quello che facevo prima con due gambe. All’inizio è stato molto difficile".

Le persone intorno a te ti hanno sostenuto?

"Mia moglie, i miei amici e famigliari mi sono stati vicino tantissimo. Pensate che quando ho avuto l’incidente mancavano due mesi al nostro matrimonio e la mia futura moglie avrebbe anche potuto cambiare idea, invece non mi ha mai lasciato da solo un giorno, devo tantissimo a lei".

Come ti sei sentito dopo l’incidente?

"Dopo l’incidente ero arrabbiato con me stesso: per colpa della mia disattenzione avevo rovinato tutto!"

Che emozioni provi quando racconti la tua storia?

"Ogni volta che racconto l’incidente, le operazioni, la mia prima protesi, il matrimonio e poi il sitting volley con la nazionale, sento u gratitudine per quello che riesco a fare, anche solo con una gamba".

Dopo l’incidente ti senti diverso o uguale a prima?

"Dopo l’incidente mi sentivo molto diverso dagli altri, infatti, quando uscivo, le prime volte era difficile fare quello che gli altri facevano e mi intristivo, però tramite il sitting volley ho superato questi limiti e adesso riesco, a fare quasi il 90% di quello che facevo prima. Quindi sono molto contento".