FRANCESCO DONADONI
Cronaca

Bergamo, omicidio Bonomelli. Gli arrestati: "Siete matti, cosa gli avete fatto"

I quattro in manette per l’omicidio dell’imprenditore erano consapevoli della gravità delle azioni. Nelle intercettazioni telefoniche si accusano l’un l’altro

Bergamo, omicidio Bonomelli. Gli arrestati: "Siete matti, cosa gli avete fatto"

Bergamo - Prima ancora che il corpo di Angelo Bonomelli fosse trovato, Matteo Gherardi, uno dei quattro arrestati, aveva effettuato ricerche con il suo cellulare a partire dalle 9.30 di martedì: "notizie oggi a Bergamo", "Bonomelli, pompe funebri", "morti oggi a Trescore Balneario", il paese dove viveva la vittima e dove ha sede l’agenzia di pompe funebri gestita dal figlio Emanuele. Bonomelli viene trovato alle 13 di martedì 8. È adagiato sul sedile lato guidatore del suo Suv Fiat Freemont, in un parcheggio di via Mattei, a Entratico.

"È stato consapevolmente abbandonato in stato di incoscienza indotto dall’assunzione di gocce di Rivotril, un farmaco antipsicotico". Al polso non ha il Longines da 8-9mila euro (poi venduto a un Compro Oro per 1.300), manca il cellulare Samsung e il portafogli con 120 euro. I quattro arrestati per omicidio volontario, rapina e autoriciclaggio (per la vendita dell’orologio) hanno reso l’evento morte concreto e prevedibile.

Il giorno in cui è avvenuto il fatto, lunedì 7, Matteo Gherardi, 33 anni, suo padre Luigi, 68 anni, la fidanzata di Matteo, Jasmine Gervasoni, 23 anni (tutti residenti alla frazione Piano di Gaverina) e il loro amico Omar Poretti, 25 anni, di Scanzorosciate, verso le 20.30 si erano recati di nuovo al parcheggio dove avevano lasciato il suv con Bonomelli e avevano constatato che l’imprenditore era ancora incosciente. Alle 12 di martedì Matteo Gherardi si reca ancora al parcheggio, constata il decesso e informa Poretti.

Che gli indagati avessero chiara la gravità della situazione, emerge dalle intercettazioni telefoniche ("siete matti, cosa gli avete fatto" dice Luigi Gherardi), si rimpallano le responsabilità, si accusano l’un l’altro di non aver chiamato l’ambulanza. Bonomelli li aveva conosciuti alcuni mesi prima: era interessato a sponsorizzare sui social il proprio centro termale, Villa Ortensie a Sant’Omobono, e aveva incaricato Matteo Gherardi.

Lunedì intorno alle 16.30 il suv della vittima arriva a Entratico, al parcheggio del bar Sintony, seguito dalla Polo dei quattro. Sono seduti al tavolino del bar, Poretti entra per prendere il vassoio con le ordinazioni, tra cui il caffè corretto Rivotril che beve Bonomelli. Del resto, Matteo Gherardi non è nuovo a questo tipo di rapine: a partire da febbraio ne ha messe a segno quattro simili, con vittime più giovani, che poi non hanno avuto problemi fisici. Dopo aver bevuto il caffè, Bonomelli si sente male, le gambe gli cedono.

Viene portato sul suo suv, che spostano in un altro parcheggio in via Mattei (come testimoniano le telecamere). Si disfano del Rivotril ma i carabinieri li smascherano. Ieri il medico legale Matteo Marchesi ha svolto l’autopsia sul corpo dell’imprenditore: per i riscontri occorrerà attendere gli esami tossicologici. I funerali si terranno domani alle 15.30 a Trescore. "Non cerco rivalsa, né provo odio: mi aspetto che la giustizia faccia il suo corso", ha detto il figlio Emanuele.