REDAZIONE BERGAMO

Ottavia Piana, ecco come è stata salvata la speleologa intrappolata nella grotta – IL VIDEO

Il momento in cui la barella esce dalla grotta di Bueno Fonteno. Un soccorrtiore grida “Brava Ottavia” e scatta un appaluso liberatorio

Ottavia Piana, ecco come è stata salvata la speleologa intrappolata nella grotta – IL VIDEO

Fonteno (Bergamo) – I movimenti delicati ma decisi dei soccorritori, le indicazioni che si sentono in sottofondo, poi qualcuno grida “Brava Ottavia” e parte un lungo applauso liberatorio.

Sono gli ultimi attimi del salvataggio di Ottavia Piana, la speleologa bresciana intrappolata da domenica scorsa nella grotta di Bueno Fonteno, in provincia di Bergamo, con una frattura a una gamba. Imbragata e immobilizzata su una barella, Ottavia viene portata fuori dalla dai soccorritori, dopo oltre 40 ore di permanenza a 150 metri di profondità. Sono le 13.38 di oggi, martedì 4 luglio. La fine di un incubo per la 31enne speleologa, come testimonia il caloroso applauso che ne saluta l’uscita dalla grotta. 

I tecnici del Soccorso alpino hanno quindi gestito il trasferimento verso il punto in cui l’infortunata è stata issata a bordo dell’elicottero Areu di Bergamo con il verricello. Nelle ore precedenti, avevano predisposto con i Vigili del fuoco il sito per l’atterraggio e valutato anche un piano alternativo, qualora le condizioni meteorologiche non avessero consentito all’elicottero di arrivare in zona. 

Più di settanta soccorritori del Cnsas - Corpo nazionale Soccorso alpino e speleologico (tecnici di soccorso speleologico, di soccorso alpino, medici e infermieri) hanno collaborato per la buona riuscita dell’intervento, ininterrottamente da domenica scorsa fino al primo pomeriggio di oggi. L’esito è stato positivo soprattutto grazie alla presenza di tecnici provenienti anche dalle Delegazioni Cnsas di Veneto, Piemonte, Emilia Romagna, Trentino e Alto Adige, che hanno supportato i colleghi lombardi della IX Delegazione. Importante anche il ruolo svolto dalla componente alpina della VI Delegazione Orobica, che ha organizzato gli spostamenti delle squadre dal campo base verso la grotta e, in accordo con la Sala operativa regionale alpina di Areu e con la Aat (Articolazioni territoriali dell’agenzia) di Bergamo, ha fatto in modo che la speleologa infortunata ricevesse i farmaci necessari per la permanenza in grotta.