
Il K2 e l’alpinista Samina Baig
L’alpinista Samina Baig, componente della spedizione femminile italo-pakistana del Club alpino italiano “K2-70”, è stata portata via venerdì mattina per problemi respiratori dal campo base del K2, la seconda montagna più alta del mondo nella catena del Karakorum, al confine tra Pakistan e Cina. Baig fa parte di una cordata di otto alpiniste, quattro italiane e quattro pakistane, che intendono scalare la montagna per celebrare i settant’anni dalla “prima” di Achille Compagnoni e Lino Lacedelli, il 31 luglio 1954.
“Samina Baig è l’alpinista di punta del gruppo pakistano della spedizione. Ma le disavventure sanitarie, legate all’ambiente estremo e all’alta quota, possono colpire chiunque, anche i più allenati. E l’alta quota incide in maniera negativa sulla capacità di guarigione”, fa sapere il capospedizione Agostino Da Polenza.
“Per questo motivo – spiega – con Lorenza Pratali, medico della spedizione, abbiamo deciso, visto l’aggravarsi dei sintomi, di farla rientrare dai 5.000 metri del campo base. Considerata l’impossibilità per gli elicotteri di intervenire a causa del peggioramento del meteo, previsto anche per i prossimi giorni, la dottoressa Lorenza Pratali, il fratello di Samina Baig ed io abbiamo deciso di farla scendere con un cavallino fino al villaggio di Askole”.
L’obiettivo è raggiungere Askole in 24 ore. Ad accompagnare Samina Baig ci sono il fratello, alcuni portatori pakistani e l’alpinista Amina Bano, anch’essa componente della spedizione “K2-70”. Le altre ragazze della spedizione sono Federica Mingolla, Silvia Loreggian, Anna Torretta, Cristina Piolini (italiane) e Amina Bano, Nadeema Sahar, Samana Raihm (pakistane).