FEDERICA PACELLA
Cronaca

"Edolo ha fatto la sua parte Via il Centro accoglienza"

Il sindaco denuncia una serie di problemi dopo l’arrivo degli immigrati

di Federica Pacella

Chiudere il centro di accoglienza della base logistica addestrativa, ripristinando al più presto la funzionalità di struttura turistica. E ridurre l’arrivo di uomini soli, privilegiando le famiglie nell’ex convitto Bim. Queste le richieste avanzate alla Prefettura di Brescia da parte del sindaco di Edolo, Luca Masneri (foto), che nei giorni scorsi ha incontrato il prefetto Maria Rosaria Laganà, a fronte di criticità di convivenza che si stanno profilando con la comunità locale.

Due i problemi. Il primo: la base logistica era stata destinata all’emergenza Afghanistan, nell’agosto 2021, come spazio dove svolgere la profilassi sanitaria per 2 settimane. A due anni di distanza, ci sono in totale ancora 160 profughi. "In quella struttura – sottolinea Masneri - avevamo 7mila presenze all’anno di turisti, che significano 200-300 mila euro di proventi che vengono a mancare, oltre all’aspetto di avere 160 persone in un paese di 4.200. Di basi logistiche in Italia ce ne sono altre: ora chiediamo sia ripristinata la funzione di struttura turistica". Altro aspetto riguarda invece gli ospiti dell’ex convitto Bim, dove sono presenti 80 richiedenti protezione internazionale. "Finché sono arrivate famiglie afghane e ucraine – aggiunge il sindaco – non abbiamo avuto problemi. Da quando iniziano ad esserci singoli del Nord Africa, si stanno venendo a creare criticità che riguardano l’ordine ed il decoro pubblico. Non voglio distinguere tra immigrazioni, è la tipologia. Quando comincio a vedere gente che gira a piedi nudi, che chiede soldi e sigarette pur ricevendo un contributo dallo Stato, è qualcosa che non è conforme al nostro modo di vivere".

Edolo, dice il sindaco, ha già dato tanto in termini di accoglienza. "Siamo stati una delle comunità più accoglienti quando si è trattato di ospitare i migranti dai paesi dell’Africa, dell’Afghanistan e negli ultimi mesi dall’Ucraina. Abbiamo fatto tutti la nostra parte nelle situazioni di emergenza. Ora vorremmo che questa disponibilità sia distribuita. Ringrazio la dottoressa Laganà per il disponibile ascolto – conclude Masneri -. Io non mi limito a segnalare, ma voglio risolvere. Chiedo che resti un centro solo con un’utenza consona e non molesta verso la comunità. Attendo l’insediamento del nuovo Parlamento, dopo di che proporrò interrogazioni parlamentari al nuovo ministro dell’Interno".