B.RAS.
Cronaca

Fanghi industriali interrati, sequestro milionario

Invece di trattare le scorie le usavano come argilla. Indagati quattro imprenditori fra Mantova e Cremona

Al lavoro la Direzione antimafia

Brescia, 1 ottobre 2020 - Un sequestro preventivo di sei milioni di euro – quote azionarie, conti correnti e rapporti finanziari – che ha coinvolto quattro aziende che si occupano di trattamento e smaltimento di rifiuti: la Recuperi industriali di Carbonara Po’, nel Mantovano, le proprietà alle spalle di una ex cava di Rezzato e la discarica Inferno di Ghedi, nel Bresciano, e quella di un altro sito del Cremonese. E tutti gli imprenditori al vertice delle realtà in questione sotto finiti sotto indagine, di cui due - i titolari della Recuperi Indutriali, un 58enne di Erbusco e un 46enne che si divide tra Revere, Mantova, e Novara – sono stati raggiunti dall’obbligo di firma.

Sono i dettagli di ‘Similargilla’, operazione del pm dell’Antimafia di Brescia Mauro Leo Tenaglia, della Dia, della polizia giudiziaria e dei carabinieri forestali. Sotto la lente è finita la Recuperi Industriali, ora in fallimento, autorizzata al recupero di fanghi speciali non pericolosi, derivanti da depuratori e industrie. L’azienda avrebbe dovuto riciclarli in similargilla, un materiale naturale utilizzato per ripristinare siti degradati, invece, stando all’accusa, non trattava correttamente le scorie. Carotaggi sui camion in uscita avrebbero evidenziato idrocarburi alle stelle. Occultate 450mila tonnellate di rifiuti.