MARTA MIRCALLA PRANDELLI
Cronaca

Il misterioso approdo della rosa camuna nel Mantovano

(Mantova) Un tesoro sepolto per 3500 anni, custodito nel silenzio. Ora, finalmente, svelato. Domenica mattina, a Gazoldo degli Ippoliti, nella...

(Mantova) Un tesoro sepolto per 3500 anni, custodito nel silenzio. Ora, finalmente, svelato. Domenica mattina, a Gazoldo degli Ippoliti, nella...

(Mantova) Un tesoro sepolto per 3500 anni, custodito nel silenzio. Ora, finalmente, svelato. Domenica mattina, a Gazoldo degli Ippoliti, nella...

(Mantova) Un tesoro sepolto per 3500 anni, custodito nel silenzio. Ora, finalmente, svelato. Domenica mattina, a Gazoldo degli Ippoliti, nella Bassa mantovana, è stato presentato al mondo un ritrovamento archeologico senza precedenti: la prima e unica rosa camuna in ceramica mai scoperta in Italia. Un reperto che getta una luce nuova sulle connessioni tra le antiche civiltà dell’età del Bronzo, spingendosi ben oltre i confini finora immaginati. La rosa camuna, icona sacra degli antichi Camuni, è nota per le incisioni rupestri nella Valle Camonica. Ma questa volta non è stata trovata tra le rocce della Lombardia, bensì a 200 chilometri di distanza, nel cuore del Mantovano, precisamente a Pontazzo di Breda Cisoni, vicino a Sabbioneta. Datata tra il XV e il XIV secolo a.C. (circa 3400-3500 anni fa), questa ceramica rappresenta una svolta epocale: dimostra che il simbolo, legato al culto del sole e alla spiritualità antica, viaggiò molto più lontano di quanto si credesse, forse attraverso scambi commerciali o migrazioni.

A portare alla luce il manufatto sono stati Paolo Montanari e Iames Tirabassi (nella foto), archeologi già operativi al Museo Nazionale di Reggio Emilia. Per tre anni gli studiosi hanno mantenuto il silenzio, lavorando per studiare e autenticare il reperto. Oggi, il frutto delle loro ricerche è esposto nel Postumiae Antiquarium, museo all’avanguardia, nato dalla visione del regista Franco Roma e dello stesso Tirabassi. "La rosa camuna è uno dei punti di forza del nuovo museo – racconta Tirabassi – apre ipotesi importanti, tra cui quella di uno scambio tra popolazioni avvenuto, forse, lungo quell’autostrada naturale che è il fiume Oglio. Non si può escludere che sia parte di un corredo, forse nuziale". Mentre gli studiosi si interrogano su chi l’abbia portata fin qui e perché, una cosa è certa: la storia non sarà più la stessa, anche perché le iscrizioni rupestri camune che rappresentano la rosa sono databili a un millennio circa prima di Cristo, questa rinvenuta a Mantova è molto più antica.

Milla Prandelli