Con 333 casi, c’è anche Brescia tra le prime dieci province italiane per numero di procedimenti avviati su siti contaminati. Lo certifica il terzo rapporto di Ispra sulle bonifiche dei siti regionali, che presenta il quadro dei procedimenti di bonifica regionali al 2022.
Brescia compare tra le prime venti province o città metropolitane per numero di procedimenti in corso: 333,195 sono allo stato della notifica (ovvero la prima fase procedurale, costituita dall’avvio del procedimento); 88 al modello concettuale (accertamento e quantificazione della contaminazione, definizione dei percorsi critici su cui intervenire con bonifica, messa in sicurezza operativa o permanente); 50 alla bonifica (tutti gli step dall’intervento alla conclusione).
Ispra avvisa che gli elenchi devono essere considerati non come classifiche con scale di merito o di demerito, bensì come espressione di presenza e diffusione di informazioni a livello territoriale, anche perché la disomogeneità territoriale deriva dalla diversa antropizzazione e dal grado di industrializzazione ma anche dalle scelte di censimento e trasmissione dati delle Regioni.
Brescia risulta, ad esempio, anche tra i venti Comuni per numero di procedimenti conclusi (119) di cui 32 a seguito di bonifica e 87 senza intervento. Lo stesso dicasi per la provincia, al terzo posto con 761 interventi conclusi, di cui 587 senza interventi e 174 con bonifica. Poco frequente il ricorso a procedure semplificate: nel Bresciano si parla del 9% sul totale dei procedimenti rispetto alla media nazionale del 17%.
Al di là dei numeri, che scontano un ritardo di due anni, quello che rileva è che la maggior parte dei procedimenti si chiude senza alcun intervento di bonifica o messa in sicurezza a seguito di indagini preliminari. Ispra conferma quindi la necessità "di ridurre la tempistica necessaria per far seguire alla fase di notifica quella delle indagini. La caratterizzazione, e l’eventuale successiva analisi di rischio, consentirebbero infatti di chiudere numerosi procedimenti di bonifica e quindi di restituire agli usi legittimi aree che al momento sono gravate dal vincolo amministrativo conseguente all’attivazione del procedimento di bonifica, con un significativo potenziale impatto in termini di consumo di suolo o di limitazione alle attività produttive".