
L’incendio scoppiato ieri mattina al centro di accoglienza di via Matteotti
Castenedolo (Brescia) – Fiamme, fumo nero e persone terrorizzate in fuga, che si calano dalle finestre scivolando lungo un lenzuolo annodato a un calorifero. È la scena concitata apparsa ieri mattina ai soccorritori, intervenuti per un incendio divampato in un centro di accoglienza che si affaccia lungo via Matteotti, a Castenedolo. Nessuno appare in pericolo di vita, anche se un ospite mentre tentava disperatamente di mettersi in salvo è caduto e si è procurato alcune fratture.
L’allarme è scattato poco dopo le otto e mezza nella palazzina nella quale è alloggiata la struttura gestita da Emergency Transport Pobic, occupata attualmente da quattordici rifugiati. Il fuoco, in base alle prime informazioni disponibili, sarebbe scaturito da un fornello della cucina a pian terreno, non si sa ancora per quale ragione, anche si ipotizza la dimenticanza di una pentola sul gas acceso.
Quel che è certo è che il fumo ha presto invaso e saturato tutte le stanze e raggiunto i due piani superiori. In quel frangente erano presenti nell’appartamento quattro persone: un diciottenne, un ventiduenne, un venticinquenne e un quarantaduenne. Capendo di avere ogni via di fuga bloccata, i malcapitati non si sono persi d’animo, hanno annodato delle lenzuola ai termosifoni sotto le finestre e si sono calati nel vuoto dal secondo piano.
Uno degli ospiti non è riuscito a mettere piede a terra incolume, è scivolato e si è procurato la frattura del bacino. È stato accompagnato in ospedale in codice rosso, ma stando ai sanitari non sarebbe in pericolo di vita. Gli altri tre rifugiati, invece, stanno bene ma sono comunque stati accompagnati in pronto soccorso per una visita.
In via Matteotti la centrale Areu ha inviato tre ambulanze e due automediche, intervenute con due squadre dei vigili del fuoco di Brescia e di Salò, carabinieri e polizia Locale. In un batter d’occhio la strada principale del paese è stata paralizzata dalle operazioni di soccorso e di spegnimento dell’incendio, oltre che dai numerosi vicini spaventati, corsi all’aperto. Un appartamento a poca distanza peraltro lo scorso dicembre era andato a fuoco. Il centro di accoglienza è stato chiuso perché la struttura è stata dichiarata inagibile. I rifugiati che vi alloggiavano sono in fase di sistemazione in altri centri della provincia da parte della Prefettura.