
Balwinder Singh, consigliere comunale a Brescia eletto con una lista di centrodestra
Il passo indietro era nell’aria da giorni, ma non c’era nessuna conferma. Anzi: Balwinder Singh, sotto inchiesta con la moglie per maltrattamenti in famiglia, continuava a chiedere tempo per “riflettere“. Finché ieri si è deciso, e ha formalmente rassegnato le proprie dimissioni da consigliere comunale. La decisione è giunta quando ormai la lista di centrodestra “Brescia civica“ della quale faceva parte l’aveva ormai “scaricato“. Per il capogruppo Massimiliano Battagliola, che si era detto molto deluso anche dal fatto di avere appreso molto tardi della vicenda, era venuto meno il presupposto necessario della “fiducia“ per continuare a lavorare insieme. L’operaio 49enne originario dell’India - cittadino italiano - e la consorte un paio di settimane fa erano stati sottoposti a divieto di avvicinamento nei confronti delle figlie nell’ambito di un procedimento appunto per maltrattamenti nei loro riguardi. Il figlio ventiseienne della coppia, invece, è stato arrestato con l’accusa di violenza sessuale ai danni una delle sorelle.
Il caso che ha generato un comprensibile polverone in Loggia. Stando alla ricostruzione della procura marito e moglie avrebbero imposto alle ragazze - una è in una struttura protetta dallo scorso novembre, l’altra, la più grande, si è allontanata da casa con l’aiuto del centro antiviolenza ed è andata a vivere con il fidanzato - umiliazioni e vessazioni “incompatibili con le normali condizioni dell’esistenza“. Singh e la moglie non ammettevano in alcun modo che le giovani ambissero a vivere all’occidentale, da ragazze libere, un desiderio che le faceva ritenere "vittime del demonio". Pur di impedire che instaurassero relazioni con ragazzi italiani le avrebbero picchiate, insultate, minacciate di morte, obbligate a rovistare nell’immondizia e a vivere con pochissimi abiti. Singh avrebbe persino commentato positivamente l’omicidio di Saman Abbas, la ragazza uccisa a Reggio Emilia nel 2021 dai genitori perché ritenuta troppo occidentale, definendo il delitto "un’azione doverosa per poter preservare la reputazione sociale". La coppia e il figlio comparsi davanti al gip si sono dichiarati innocenti, hanno rigettato le contestazioni e speravano in una revoca della misura cautelare, che invece è stata confermata.