Sarà una perizia, ieri affidata al professor Carlo Previdere, dell’ Università di Pavia, a pronunciarsi sulla traccia di Dna al centro del processo nei confronti di Alessandro Galletta, il cinquantenne siciliano imputato in Assise per un “cold case”: quello dell’omicidio di Carlo Mortilli, rappresentante di orologi di lusso che il 21 maggio 1997 fu freddato a colpi di pistola nel parcheggio dell’hotel West Garda di Padenghe al culmine di una rapina. Quel delitto all’epoca si concluse con due condanne (quelle di Marcello Domenico Fortugno e di Fabio Cosoleto). Galletta finì nei guai nel 2022, quando in occasione del suo ingresso nel carcere romano di Rebibbia per altri fatti, gli fu prelevato un campione genetico che per l’accusa combacia con il Dna isolato su una calzamaglia repertata sulla scena del crimine alla fine degli anni ‘90. L’imputato si è dichiarato estraneo ai fatti e per la difesa quella prova genetica è inutilizzabile, essendo stata processata in quantità troppo limitata. Per la procura invece la traccia è attendibile e sovrapponibile al Dna di Galletta. La presidente, Cristina Amalia Ardenghi, ha disposto una perizia. Il lavoro - al via il 7 maggio - verterà sugli atti, dal momento che reperti e vetrini sono andati distrutti. Il pm Francesco Carlo Milanesi ha chiesto l’acquisizione anche di un confronto tra il materiale genetico e il profilo di un altro imputato - Fortugno - che diede esito negativo. B.Ras.
CronacaOmicidio al West Garda, disposta una perizia