
Ottavia Piana, la speleologa rimasta incastrata nella grotta
Brescia, 6 luglio 2023 – “Concludere positivamente il recupero di Ottavia Piana è stato come segnare il gol che ti porta a vincere il campionato. È stato un intervento complesso e durissimo per le caratteristiche della parte di grotta, ancora in parte inesplorata, in cui Ottavia si trovava”.
Corrado Camerini, è il direttore delle operazioni e a capo della IX delegazione se Soccorso alpino. Medico nefrologo e speleologo dal 1973 Camerini ha diretto le operazioni di recupero dei corpi rimasti bloccati nella nave Concordia, affondata nel 2012. A entrare in azione, ai tempi, furono i tecnici speleosub del S.A.S. Questa volta Camerini ha diretto una sessantina di speleologi preparatissimi arrivati da Trentino, Piemonte, Veneto, Alto Adige, Emilia Romagna, Toscana e Lazio, che si sono mossi in perfetta sinergia per riportare la 31enne bresciana in superficie. L’incidente è avvenuto mentre Ottavia Piana armava una parete per la risalita. L’ho ha fatto alla perfezione. Purtroppo la roccia si è staccata andando a colpire la sua gamba, che si è fratturata. Dopo esser rimasta appesa alla corda le persone che erano con lei l’hanno riportata più in basso rispetto alla parete, dove si è resa conto di non potere proseguire.
"Quando è arrivata la richiesta di soccorso ci siamo immediatamente attivati - spiega Camerini - la prima ad arrivare sul posto e a scendere da Ottavia è stata la squadra di primo intervento dotata di sacchi con generi di prima necessità, alcuni medicinali. Nel frattempo abbiamo allertato tutti i tecnici lombardi disponibili, il magazzino mobile e recuperato tutto ciò che poteva servire dalla sede regionale di Stezzano. Dopo la prima squadra sono scesi i telefonisti che hanno costruito la linea telefonica fino alla barella, per comunicare con l’esterno. Poi è scesa la squadra con i sanitari, tra cui un medico donna di Varese e un’infermiera di Lecco. Ottavia provava molto dolore. Bisognava quindi muoverla con la nostra barella speciale. Non solo: abbiamo capito che servivano tecnici da altre regioni".
Per portare Ottavia fuori da "Bueno Fonteno" sono servite quaranta ore. "Ottavia è stata fortissima e collaborativa. Cunicoli e meandri hanno reso complicato il passaggio della barella ". Ora Ottavia è in ospedale a Bergamo, dove è stato appurato che la sua gamba è effettivamente fratturata e dove sarà operata a breve.