BEATRICE RASPA
Cronaca

Piazza Loggia, sentenza storica: "Emersa la verità del contesto"

L’ex pm Bonfigli, ora procuratore a Cremona: "Grazie alla collega Bressanelli e a chi ci ha preceduto"

Silvio Bonfigli, magistrato oggi a capo della procura di Cremona

Silvio Bonfigli, magistrato oggi a capo della procura di Cremona

Ci ha lavorato per sei anni, da quando si era insediato nel suo ufficio al quarto piano del palagiustizia di Brescia nel ruolo di procuratore aggiunto, finché ha fatto le valigie per la procura di Cremona, dove è arrivato da capo dell’ufficio. Nell’ultima inchiesta sulla strage, quella sui presunti esecutori materiali, Silvio Bonfigli ci ha lasciato un pezzo di testa e di cuore. Una creatura che ha condiviso giorno dopo giorno con la collega pm Caty Bressanelli e ieri, con la condanna a 30 anni di Marco Toffaloni, è stato un giorno storico.

"È solo il primo passo, bisognerà aspettare gli altri gradi di giudizio, le motivazioni – chiarisce –. Ma per me la cosa principale, responsabilità individuali a parte, è che sia venuta fuori la verità del contesto. Anche nell’altro procedimento (in corso in Assise a carico di Roberto Zorzi, l’altro ordinovista veronese, ndr) abbiamo battuto molto sulle trame atlantiche e soprattutto sui depistaggi. Questa era una vicenda in cui se tutti avessero fatto il loro dovere ad agosto 1974 poteva essere conclusa, invece con depistaggi ci sono voluti 51 anni. È un grande passo per la verità processuale, che lentamente ma inesorabilmente si avvicina a quella storica". Per la strage di Brescia ci sono sentenze definitive, mancano però le condanne dei “livelli superiori“, di chi ha coperto: "Noi sappiamo chi ha depistato le indagini, la verità storica è ormai chiara – prosegue il procuratore di Cremona –. Dopo 51 anni forse non riusciremo a conoscere tutte le persone che hanno avuto un ruolo in questa storia, ma se la paragoniamo ad altre stragi che hanno funestato il nostro Paese in questa abbiamo scoperto i mandanti, le figure di mezzo ,e se reggerà la nostra ipotesi, gli esecutori materiali. Ci tengo particolarmente a ringraziare le parti civili, la civiltà e la pazienza che hanno sempre dimostrato sono degne di nota".

Poi Bonfigli dà uno sguardo a tutte le istruttorie che si sono susseguite: "Devo ringraziare la pm Caty Bressanelli, che ha fatto un lavoro straordinario, e i colleghi che ci hanno preceduto. Da Giampaolo Zorzi a Roberto Di Martino, da Francesco Piantoni alla procuratrice dei minori Emma Avezzu, passando per il generale dei carabinieri Giraudo. Ci saranno altri gradi di giudizio, ma è un passo importante. La credibilità dei testi ha retto". Il momento più difficile? "È stato riuscire a tirare la linea, decidere di portare una mole infinita di elementi davanti ai giudici. Avevamo mille rivoli investigativi. Ma ci credevamo. Eravamo consapevoli fosse un procedimento difficilissimo. C’è la presunzione di colpevolezza, ma c’è un primo riscontro".