MARTA MIRCALLA PRANDELLI
Cronaca

Un radiocollare alla lupa catturata: "Informazioni su spazi e prede"

Un lupo in buone condizioni di salute è stato catturato e poco dopo rilasciato dai ricercatori del Parco dello Stelvio...

L’esemplare del Branco del Tonale è stato addormentato e dotato di radiocollare Poi è stato rimesso in libertà

L’esemplare del Branco del Tonale è stato addormentato e dotato di radiocollare Poi è stato rimesso in libertà

Un lupo in buone condizioni di salute è stato catturato e poco dopo rilasciato dai ricercatori del Parco dello Stelvio Lombardia, dopo averlo munito di un radiocollare per seguirne gli spostamenti. È una lupa di due anni, la prima catturata nell’area dell’Alta Valcamonica, ad opera del gruppo di monitoraggio e ricerca del Parco, con la collaborazione del Dipartimento di medicina veterinaria dell’Università di Milano, dell’Università di Siena, Regione Lombardia e con il supporto del Corpo dei Carabinieri Forestali. Con buona probabilità è un helper, giovane che rimane con il branco di origine in veste di aiutante, del così detto Branco del Tonale, il cui territorio è a cavallo fra Valcamonica e Tonale trentino. Da ieri il lupo, fototrapppolato prima dell’alba, invia ai ricercatori preziose informazioni che permetteranno di migliorare le conoscenze relative al comportamento di questa specie così elusiva. "Informazioni molto preziose – spiega Franco Claretti, direttore del settore lombardo del Parco Nazionale dello Stelvio – che aiuteranno a migliorare i sistemi di gestione e conservazione nel territorio del Parco e a sviluppare strategie e strumenti di coesistenza fra uomo e lupo, più adeguati ed efficaci".

Da due anni il Parco è impegnato nel progetto di catture di lupo e dal 2019 ha avviato il progetto di studio Cascate Trofiche, che mira a individuare e descrivere gli effetti generati dal ritorno spontaneo del lupo sui diversi livelli dell’ecosistema, a partire dalle sue prede. "Riuscire a catturare i lupi e dotarli di radiocollare – spiega Luca Pedrotti, coordinatore scientifico del Parco nazionale dello Stelvio – garantisce un livello di conoscenza ulteriore, fornendo informazioni relative al comportamento spaziale, predatorio e sociale di questi animali, all’utilizzo del territorio e alla quantità e selezione di prede".

Milla Prandelli