ROBERTO CANALI
Cronaca

Como, la battaglia tra Comune e associazione Carducci. Per il giudice il Comune deve pagare le bollette

Ammontano a 118mila fra luce e gas consumati. Ma il sindaco Alessandro Rapinese non molla: l’associazione deve abbandonare quelle aule, spettano al Conservatorio

Il palazzo al centro della querelle

Il palazzo al centro della querelle

Como – Nuova capitolo nello scontro tra l’amministrazione comunale e l’Associazione Carducci che da anni occupa, abusivamente secondo Palazzo Cernezzi, gli spazi di viale Cavallotti. La Corte d’Appello di Milano ha rigettato il ricorso presentato dal Comune confermando la sentenza in cui il Tribunale di Como lo scorso febbraio aveva ritenuta illegittima la richiesta avanzata dal Comune in merito a una serie di bollette arretrate, per luce e gas pagate per i locali occupati dall’associazione. Un conto da 118mila euro che rimane in capo a Palazzo Cernezzi, condannato dalla sezione civile della Corte d’Appello a pagare anche 14mila euro di spese legali.

Una sconfitta che però non ha fatto cambiare idea al sindaco Alessandro Rapinese, deciso a riprendere il più presto possibile il controllo dell’edificio che vorrebbe dare in uso al Conservatorio di Como. Nel dispositivo della sentenza letto dal sindaco infatti si dice che “il contratto (stipulato nel 1930) non prevede per l’associazione la possibilità di utilizzare ulteriori aule”, chiarendo che i “contratti con la Pubblica amministrazione richiedono la forma scritta ab sustantiam, anche quando questa agisca iure privatorum”. Da qui la richiesta del sindaco di liberare le aule occupate al più presto.

“La sentenza è chiara, dice che se non c’è un contratto scritto, e quel contratto non esiste, non si possono vantare dei diritti nei confronti del Comune di Como. Dovete lasciare quegli spazi e lasciar entrare il Conservatorio, non servono ad Alessandro Rapinese non ci voglio entrare lì in vestaglia come un nobile decaduto - prosegue il primo cittadino - La sentenza stabilisce che dovete ridare degli spazi, al limite discuteremo di quei due bugigattoli al piano terra. Occupando le aule senza motivo il torto lo state facendo ai ragazzi del Conservatorio che si devono formare e rischiano di perdere anche dei fondi dello Stato. La misura è colma”.

Rapinese promette anche di riprendersi anche i 118mila euro spesi per pagare le utenze. “Diciamo che in passato quei soldi li abbiamo chiesti male, non ho iniziato io questa causa (la decisione fu presa nel 2020 dall’allora sindaco Mario Landriscina, ndr.) ma adesso lo faremo per bene. Mi ci metto d’impegno”. Un contenzioso che è tutt’altro che concluso e che allontana l’offerta, avanzata nei mesi scorsi dall’associazione, di avviare un incontro per raggiungere un’intesa che oggi appare davvero impossibile.