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Agire subito sul caro energia disaccoppiando l’elettricità dal gas e contrastando la speculazione dei fondi. È questa la ricetta...
Agire subito sul caro energia disaccoppiando l’elettricità dal gas e contrastando la speculazione dei fondi. È questa la ricetta di Confindustria Lombardia per far ripartire la produzione. "Nonostante settori come tessile, siderurgia, mezzi di trasporto e meccanica più penalizzati di altri, e un quarto trimestre sostanzialmente piatto in termini produttivi e di fatturato, l’industria lombarda continua a performare meglio di Italia ed Europa – spiega Giuseppe Pasini, presidente di Confindustria Lombardia –. Caro energia e guerra dei dazi sono le principali minacce alla ripartenza". L’invito alla politica, europea e nazionale, è di evitare l’escalation commerciale. "Lavoriamo su nuovi mercati riducendo parallelamente l’impatto della concorrenza cinese – conclude Pasini –. Queste turbolenze globali impongono ad aziende e istituzioni interventi per intensificare e diversificare la presenza nei Paesi di maggior interesse, oltre a un accorciamento e avvicinamento delle filiere".
Elogia la capacità di resilienza delle imprese lombarde Gian Domenico Auricchio, presidente di Unioncamere Lombardia. "Le imprese lombarde dimostrano ancora una volta una grande capacità di tenuta, sapendo cogliere ogni occasione di crescita anche in un contesto non certo favorevole – sottolinea –. Occorre supportare questi segnali di crescita, facendo leva sulla riduzione dei costi delle materie prime e dei tassi d’interesse".
Ancora più in difficoltà il mondo dell’artigianato, come testimonia Eugenio Massetti, presidente di Confartigianato Lombardia. "Gli investimenti sono in contrazione per il costo del credito che grava sulle piccole e medie imprese – conclude –. Serve un innesto di tecnologie e personale con competenze e conoscenze adatte a gestire e guidare tale innovazione, affinché contribuisca a migliorare i livelli di produttività".
Ro.Can.