
Candido Montini. A sinistra, la frazione di Catasco di Garzeno
Il ragazzo fermato con l’accusa di avere ucciso Candido Montini a Garzeno, piccolo paesino nel Comasco, si è avvalso della facoltà di non rispondere durante l'interrogatorio di convalida del fermo che si è svolto nel carcere minorile “Beccaria” di Milano. L’indagato era assistito dall'avvocato Valentina Sgroi.

Il movente
Il movente, a quanto si apprende in ambienti investigativi, non è ancora chiaro e si cercano possibili riscontri a una “voce” girata nel piccolo borgo dell’alto lago sul fatto che il minore stesse cercando di “far girare” dei soldi falsi.
Il coltello
Decisivo per l’arresto l’esame sul coltello da cucina, l’arma del delitto trovata sulla tettoia di un rudere poco distante dall’abitazione di Catasco, la frazione di Garzeno.
I Ris di Parma hanno trovato tracce biologiche della vittima e poi di “Ignoto 1” identificato nel giovane fermato.
A radicare i sospetti dei Ris di Parma è stato l’esito positivo giunto domenica notte, al termine del raffronto con il test del dna effettuato a tutta la famiglia una settimana fa, quando gli stessi genitori avevano autorizzato anche il prelievo per il figlio minorenne.