
Marco Ceriani segretario generale di Fit Cisl Lombardia: il disagio è diffuso gli stipendi sono fermi da anno
Nella Lombardia locomotiva d’Europa dove ogni giorno milioni di lavoratori si spostano con i mezzi pubblici nessuno quasi ha più voglia di fare l’autista. Poco importa che si tratti di un furgone, un tir o un pullman i problemi della categoria sono sempre gli stessi: turni pesanti, salari bassi e una cresce insicurezza. Non è un caso che otto lavoratori su dieci hanno dichiarato di aver preso in considerazione la possibilità di dimettersi e cambiare lavoro.
Un malessere fotografato da BiblioLavoro, il centro studi di Cisl Lombardia attraverso 1.500 interviste ad altrettanti iscritti al sindaco. "Si segnala un diffuso disagio fra i lavoratori e le lavoratrici di un settore che offre importanti servizi ai cittadini - spiega Marco Ceriani, segretario generale di Fit Cisl Lombardia - I salari sono fermi da anni e non sono più sufficienti a garantire un’esistenza dignitosa come evidenzia il 56% dei nostri iscritti che hanno partecipato al sondaggio e si dichiara insoddisfatto". Lo stipendio netto medio mensile è pari a 1.874 euro. Il 56,2% si dichiara "poco o per niente soddisfatto" della remunerazione, soprattutto se raffrontata all’alto costo della vita nella regione e in particolare nel milanese. Gli insoddisfatti sono più numerosi fra il personale dei treni (64,7%) e di metropolitane e autobus (55,3%). Le donne guadagnano il 7,6% in meno degli uomini, gli stranieri l’11,1% in meno degli italiani, i laureati il 3,4% in più rispetto ai non laureati. "Rivendichiamo con forza il diritto a una retribuzione giusta e proporzionata al contesto in cui si vive e lavora. L’altra emergenza è quella della sicurezza: non si può lavorare nel timore di essere aggrediti dall’utenza. Bisogna mettere in campo soluzione rapide come sistemi intelligenti di sorveglianza, dispositivi di allerta personale e software predittivi che permettano di anticipare situazioni di rischio". Il terzo motivo di malcontento tra i lavoratori della logistica è legato ai turni, essenziali per garantire la continuità dei servizi, ma fonte di usura psicofisica per il personale. "A tutto ciò si aggiungono gli interrogativi sul ruolo dell’Intelligenza artificiale - conclude Ceriani - che in un contesto come questo potrebbe portare a un ulteriore disumanizzazione del lavoro. Il nostro impegno sarà quello di accompagnare questo cambiamento, per garantire che l’innovazione sia al servizio delle persone e non il contrario".