
Si era appena lasciata alle spalle la piazzola ecologica, dove aveva lasciato dei rifiuti. Marisa Garovo, 70 anni di San Siro, alle 15 è risalita sulla sua Panda, e ha imboccato la strada che scende verso il lago e la statale Regina. Ma all’improvviso ha perso il controllo, la guida le è completamente sfuggita, finendo nella scarpata che costeggia la carreggiata, e da qui nel lago. Un incidente tragico, a cui ha assistito il custode della discarica, che è stato il primo a chiamare i soccorsi. Ha raccontato quello che aveva visto: la Panda scendere verso la strada principale, andare dritta fino ad abbattere la recinzione, per poi scomparire nella scarpata. Una cinquantina di metri di terreno impervio, che si affaccia direttamente sul lago, in un punto dove la profondità raggiunge i cento metri. In pochi minuti, a San Siro si sono concentrati tutti i soccorritori: il 118, anche se fin da subito si è compreso che le speranze di recuperare viva la donna erano minime, i carabinieri di Menaggio, e i vigili del fuoco, che hanno fatto intervenire i sommozzatori da Torino. La Panda non si vedeva, inghiottita dalle acque scure del lago. Alle spalle, l’auto si è lasciata un percorso di vetri rotti e pezzi di carrozzeria, ulteriore testimonianza del punto in cui era stata inghiottita. L’intervento di soccorso è stato molto complesso: difficile per le squadre lavorare nella scarpata, impervia e fitta di vegetazione, ma altrettanto difficile riuscire a individuare l’auto. Dopo alcune ore di ricerche, il corpo ormai senza vita della donna è stato individuato, a una quarantina di metri di profondità, forse sbalzato fuori dall’abitacolo durante la carambola. È stato quindi recuperato e portato verso la darsena di Cremia, dove ad attenderla c’era il figlio, avvisato dal sindaco. Le ricerche dell’auto riprenderanno invece oggi.
Paola Pioppi