
Maurizio Beghè, 61 anni, e l'abitazione dove si è tolto la vita dopo aver sparato all'ex moglie
Inverigo (Como) – Aveva annunciato le sue intenzioni su Facebook, Maurizio Beghè prima di sparare all’ex moglie, ferendola, e barricarsi in casa con le due figlie di 6 e 8 anni per poi togliersi la vita con un colpo di pistola alla testa.
I post su Facebook
Nella notte precedente all’agguato, Beghè, 61 anni, sulla sua pagina del social network aveva scritto: "Addio amici e non, conoscenti e non, non mi vedrete più né su Facebook né da altre parti. Spero che alcuni ogni tanto mi ricorderanno. Vi voglio bene”. A queste parole erano poi seguiti altri post con le deliranti accuse e gli insulti all’ex moglie.
L’agguato in casa
Dalle parole consegnate a Facebook è poi passato ai fatti. Nel pomeriggio si è introdotto nella casa di Cremnago, frazione di Inverigo, dove fino a qualche tempo fa viveva con la moglie, 32 anni, originaria di Carrara come lui, e le loro due bimbe, prima del suo allontanamento forzato.
Barricato con le bimbe
Appena la donna ha aperto la porta in casa con le bambine se lo è ritrovato davanti. Lui le ha sparato in faccia, mancando però l’obiettivo e ferendola a uno zigomo superficialmente: la donna ha perso l’equilibrio, si è ritrovata sulle scale d’ingresso, così Beghè ne ha approfittato per chiudersi dentro con le piccole.
Il colpo alla testa
La donna terrorizzata ha subito avvertito i carabinieri, che sono arrivati poco dopo da Cantù. Mentre i carabinieri entravano in casa, l’uomo si è chiuso in una stanza è si è sparato, uccidendosi. Le due piccole, sotto choc, sono state riconsegnate incolumi alla mamma.