
Sulla nomina a capo dell’Azienda della vicesindaco Nicoletta Roperto è scontro aperto tra capoluogo e i venti Comuni del circondario
Accuse incrociate, esposti all’Anac e adesso anche l’intervento di Regione Lombardia. È un tutti contro tutti nell’Azienda sociale Comasca e Lariana nata per gestire i piani di zona e da mesi al centro di un braccio di ferro tra il capoluogo e altri 20 comuni del circondario, quasi tutti pronti ad andarsene perché esasperati dalla deriva di un consorzio in cui a voler decidere ormai è uno solo. La situazione è degenerata nelle scorse settimane quando il sindaco di Como, Alessandro Rapinese, è riuscito a imporre a capo dell’Azienda la sua braccio destro, la vicesindaco Nicoletta Roperto. Su ogni decisione è scontro aperto. A far saltare il tavolo però è stata la mancata attuazione da parte del capoluogo dei piani di zona. Lo scorso 20 febbraio Palazzo Lombardia aveva avvertito Palazzo Cernezzi che l’accordo di programma andava sottoscritto entro e non oltre il 7 marzo, ma nulla è stato fatto e così da Milano hanno deciso di nominare un commissario ad acta che avrà il compito di dare piena attuazione dei piani per il biennio 2025-27. "Entro il termine previsto dalla deliberazione della Giunta regionale del 31 dicembre 2024, tutti i sindaci dei Comuni dell’Ambito territoriale in argomento hanno sottoscritto l’accordo di Programma, a eccezione del sindaco di Como. L’amministrazione regionale intende procedere con l’esercizio dei poteri sostitutivi attraverso la nomina di un commissario ad acta sentita l’assemblea dei sindaci". Solo una tregua in uno scontro che porterà quasi sicuramente a un divorzio, quasi tutti Comuni infatti hanno dato mandato operativo al sindaco di San Fermo della Battaglia per la costituzione di una nuova Azienda sociale, stavolta senza Como.