
Il progetto del Sinigaglia di Como ristrutturato
Un dibattito che si è acceso attorno al progetto di restyling del Sinigaglia è naturalmente osservato con grande interesse dal Como 1907 che però ha deciso di non rilasciare dichiarazioni dopo la manifestazione d’interesse del 4 febbraio scorso, in attesa delle valutazioni del consiglio comunale.
Un confronto che a Palazzo Cernezzi è già cominciato in commissione con l’analisi del piano presentato da società che conta di completare l’iter delle autorizzazioni entro maggio del 2026 per poi procedere con il via al cantiere già del 2027 e concludere i lavori entro l’estate del 2028.
Sul tema Sinigaglia interviene anche Legambiente Como che ha presentato, finora senza successo, anche una richiesta di accessi agli atti al Comune di Como per visionare la documentazione completa. "I nodi critici sono, a nostro parere sono due: il tema della viabilità, compresi gli accessi alla zona, e le funzioni accessorie e complementari previste - spiega il presidente Enzo Tiso - La realizzazione di un autosilo al Pulesin dal punto di vista viabilistico appare irragionevole. II nodo costituito dalla rotatoria situata sulla via Bellinzona-uscita via per Cernobbio è già ora molto congestionato durante diverse fasce orarie della giornata, con innegabili conseguenze sulla qualità dell’aria e la salute dei residenti. La costruzione di un nuovo autosilo di 400 posti andrebbe ad aggravare una situazione viaria già compromessa, senza peraltro rispondere a un obbligo di legge, in quanto la normativa nel caso di ristrutturazione di un manufatto esistente non impone la realizzazione di nuovi autosili nelle vicinanze".
Per Legambiente sarebbe più utile ampliare dei parcheggi di periferia collegati con navette. "La pedonalizzazione di via Vittorio Veneto, viale Sinigaglia e via Puecher è sicuramente apprezzabile, ma potrebbe essere ulteriormente valorizzata sviluppando progettualità che riguardino l’accesso con mobilità dolce allo stadio, con la previsione, ad esempio, di una velostazione e punti di ricarica per ebike".
Non convince gli ambientalisti la parte del progetto che riguarda gli aspetti di tipo commerciale. "Ci preoccupa l’ubicazione nel comparto di un hotel multipiano che poco sembra raccordarsi con l’ambiente circostante e che certamente non risponde a un bisogno della città, nella quale vi sono molte strutture alberghiere, anche di lusso", conclude Tiso.