PAOLA PIOPPI
PAOLA PIOPPI
Cronaca

Pietro Castagna e la strage di Erba: “Cattiveria dalla gente, fango contro di me. Tragedia trasformata in argomento da bar”

L’11 dicembre del 2006 ha perso madre, sorella e nipote nel massacro di via Diaz, la Cassazione ha escluso la revisione del processo per Olindo Romano e Rosa Bazzi (all’ergastolo): “Una decisione inevitabile. Ma non sarà mai finita, diventerà argomento eterno per terrapiattisti e negazionisti”.

Pietro Castagna. A destra, Olindo Romani e Rosa Bazzi accompagnati in tribunale

Pietro Castagna. A destra, Olindo Romani e Rosa Bazzi accompagnati in tribunale

La prima domanda rivolta a Pietro Castagna è come sta, il giorno dopo l’ennesimo rifiuto, giunto dalla Corte di Cassazione, di riaprire il processo per la strage di Erba, dove ha perso sorella, nipotino e madre, a fronte di inesistenti novità rispetto a quanto già detto, analizzato, giudicato in 18 anni. La serenità con cui risponde crea subito empatia, nonostante i gravi lutti e la devastazione emotiva prodotta dai tentativi della difesa di Olindo Romano e Rosa Bazzi di negare le evidenze processuali, e di trovare altri fantomatici colpevoli. Tentativi sostenuti da molta opinione pubblica, a dispetto dell’infondatezza degli elementi man mano spesi. “Sto bene” risponde subito Pietro. “Ho imparato a voltare pagina – aggiunge – a considerare questa vicenda come qualcosa che fa parte del passato”.

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Rosa Bazzi e Olindo Romano

Pensa che ora sia finita?

“Non sarà mai finita, diventerà argomento eterno per terrapiattisti e negazionisti, per gli amanti del complottismo. La sentenza di Cassazione non mi ha stupito né sorpreso, chi ha letto gli atti sapeva che l’esito non poteva essere diverso”.

In questi anni cosa l’ha sorpresa?

“Il circo mediatico che mi ha colpito e coinvolto, il fango lanciato contro di me, ma anche contro persone come Luciano Gallorini, ex comandante dei carabinieri di Erba. Ancora oggi non riesco a capire come le persone possano essere così ingenue da credere a certe cose, ma allo stesso tempo mi stupisce la cattiveria continua, come se non ne avessimo avuta già abbastanza. Ho assistito alla costruzione progressiva di un vero e proprio circo mediatico, dove la gente non ha consapevolezza delle sfumature: se lo dicono in tv o sui giornali, allora è vero. I media hanno più potere della giustizia”.

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Raffaella Castagna e il piccolo figlio uccisi nella strage di Erba

Sembra che lei non creda al buon senso della gente.

“Non credo nella buona fede, così come non credo nella buona fede di chi dovrebbe fare l’interesse delle persone, e invece lo mette dopo i propri vantaggi. Ho assistito alla trasformazione di una tragedia umana in argomento da bar, al pari di una partita di calcio, incuranti di due famiglie distrutte”.

Se potesse tornare indietro cosa cambierebbe?

“Alzerei barricate tra noi e i media. Non lo abbiamo fatto perché eravamo ubriachi di dolore, non capivamo cosa ci stava accadendo attorno e non sapevamo gestirlo. Ci trovavamo persino la gente in casa”.

Ai due imputati ci pensa mai?

“No, non mi interessa sapere cosa fanno e come stanno. Non so nemmeno quanti anni hanno”.

Esprima un desiderio.

“Chiudere il libro e lasciarlo leggere solo a noi, senza che nulla sia più pubblico. Il soffrire passa, l’aver sofferto non passa mai: questa è la frase che più ci rappresenta. Dietro di noi ci sono voragini impressionanti, ma abbiamo cercato di crearci una nuova normalità con le forze che avevamo, con l’impegno nel lavoro. Pensare a chi sta peggio mi ha aiutato tanto: ho avuto momenti difficili, ma non voglio credere di aver avuto una vita difficile. Ci sono persone che affrontano tragedie peggiori della nostra”.

Mi dica una cosa positiva e una negativa di questi 18 anni.

“Una cosa bella è stata la vicinanza sincera di tante persone, al di là di quelle che avevo più vicino. Messaggi profondi e veri: c’è una parte di mondo che sa aprire il cuore. Una cosa brutta è stata la morte di mio padre, senza vedere la fine di questa vicenda. È successo tutto in pochi giorni, è stato male e ci ha lasciati. Entrambi i genitori ci sono stati tolti all’improvviso, troppo in fretta”.