È stato approvato grazie alla firma del commissario ad acta nominato da Regione Lombardia, Francesco Maria Foti, il nuovo accordo di programma dell’ambito di zona che si occupa dei servizi sociali di 21 Comuni del Comasco, tra cui il capoluogo poi surrogato perché si rifiutava di firmare. Contrario fino all’ultimo il sindaco, Alessandro Rapinese, sostituito dal commissario dopo l’ultimo parere contrario. Una vittoria messa a segno dai piccoli Comuni, nell’assemblea presieduta dal sindaco di Cernobbio, Matteo Monti. Adesso toccherà a San Fermo, nel ruolo di capofila, procedere con l’applicazione dei piani di zona a vantaggio di tutti i cittadini dei 21 Comuni, capoluogo compreso. Il tutto in attesa di fondare una nuova azienda sociale, ma la decisione verrà presa solo alla fine di aprile, senza Como che potrebbe sempre decidere di impugnare il voto di fronte al Tar.
"Ancora una volta Rapinese alza i toni e non si prende responsabilità – sottolineano il segretario della Lega di Como, Ivan Noseda, e la capogruppo Elena Negretti –. Solo grazie a Regione Lombardia è stato possibile arrivare alla firma del documento che era in sospeso da tempo. Imbarazzante la presa di posizione ingiustificata del Comune che ha bloccato per mesi le risorse sociali che dovevano arrivare alle persone con disabilità, ai minori, ai servizi, alle famiglie in difficoltà e fragili". Ro.Can.