ROBERTO CANALI
Cronaca

Un anno fa il dramma. L’Arma ricorda Furceri il comandante ucciso da un altro carabiniere

Asso, la Benemerita invita la popolazione alla cerimonia. Omaggio alla memoria dell’ufficiale morto in caserma. per aver fatto il suo dovere, cercando di proteggere la sua squadra.

Un anno fa il dramma. L’Arma ricorda Furceri il comandante ucciso da un altro carabiniere

L’Arma e la comunità di Asso non dimenticano l’omicidio del comandante Doriano Furceri, ucciso dal brigadiere Antonio Milia un anno fa, il 27 ottobre del 2022, accecato dal risentimento nei confronti dell’ufficiale che si opponeva al suo rientro in servizio e che decise di togliere di mezzo con 3 colpi di pistola esplosi in pieno petto. La giornata più lunga per la comunità di Asso che visse minuto per minuto come in stato di assedio il delirio del brigadiere che dopo il delitto tenne in ostaggio, per ore, i suoi colleghi asserragliati nella caserma, un incubo terminato solo grazie all’intervento degli uomini del Gis in un blitz consumato nel cuore della notte. A un anno esatto dall’accaduto, venerdì alle 10.30, nella chiesta di San Giovanni Battista ci sarà una Messa in suffragio del luogotenente Furceri in cui saranno presenti autorità locali e le rappresentanze di militari in arrivo dalla provincia. Il Comando provinciale invita anche i cittadini ad unirsi a loro in preghiera.

Un modo per ricordare Doriano Furceri morto a 58 anni solo per aver fatto il suo dovere, cercando di proteggere la sua squadra e forse l’intera comunità da quel brigadiere che secondo lui, dopo un forte esaurimento, non era in grado di riprendere il servizio e soprattutto rientrare in possesso dell’arma, nonostante il via libera della commissione medica. A marzo il suo assassino è stato dichiarato incapace di intendere e di volere, a stabilirlo l’incidente probatorio davanti al Tribunale militare di Verona che ha comportato la revoca della custodia cautelare per l’ex militare. Per lui si apriranno le porte di una Rems (Residenza per l’esecuzione delle misure di sicurezza) perché Milia è stato ritenuto socialmente pericoloso.