REDAZIONE CREMONA

Crema, padre Maccalli liberato dopo due anni nelle mani dei rapitori

Sequestrato in Niger nel 2018, è stato liberato in Mali insieme all'altro prigioniero italiano Nicola Chiacchio e altri due ostaggi

Padre Pierluigi Maccalli e Nicola Chiacchio

Crema (Cremona), 8 ottobre 2020 - Sono stati liberati in Mali il sacerdote Pierluigi Maccalli, sequestrato in Niger nel 2018, e Nicola Chiacchio. L'identità dei due italiani liberati è stata confermata da un portavoce del governo maliano e, poco dopo, è arrivata la conferma anche da parte della Farnesina che parla di "liberazione resa possibile grazie al prezioso lavoro del personale dell'Aise e di tutti i competenti apparati dello Stato, unitamente alla importante collaborazione delle autorità maliane". A congratularsi con l'intelligence è stato lo stesso premier Giuseppe Conte, sul suo profilo Twitter. 

Padre Maccalli, della diocesi di Crema, fu rapito il 17 settembre del 2018 in Niger, in una missione a circa 150 km dalla capitale Niamey. In aprile era stato diffuso un video in cui appariva il sacerdote lombardo prigioniero insieme a Chiacchio, del quale si erano si erano perse le tracce, forse rapito durante una vacanza. L'annuncio giunge dopo che il governo ad interim del Mali ha rilasciato 100 jihadisti - sospettati o condannati - nel corso dell'ultimo fine settimana. 

Insieme agli ostaggi italiani sono state rilascite altre sue persone. Si tratta dell'ostaggio francese Sophie Pétronin e di Soumalia Cissé, alta personalità maliana. Petronin, 75 anni, era l'ultimo cittadino francese in mano a rapitori: era stata sequestrata il 24 dicembre 2016 da un gruppo armato a Gao, nel nord del Mali, dove dirigeva un'organizzazione di aiuto all'infanzia. Soumalia Cissé era stato rapito il 25 marzo mentre faceva campagna elettorale per le legislative nella regione di Timbuctu, nel nord-ovest del Paese. Tutti gli ostaggi erano probabilmente detenuti da gruppi islamici legati ad Al Qaida nel Maghreb islamico.