
Il furore delle finali di Coppa Italia sembra appartenere a un passato lontano. Tre settimane fa, a pochi km da Cremona, la Vuelle incantava il mondo del basket. Ieri sera è sprofondata contro la Vanoli giocando una partita in calando, anzichè in crescendo. Alla vigilia si ipotizzava il contrario: non scendendo in campo dal 14 febbraio era logico aspettarsi un approccio complicato, con gli avversari più in ritmo. Invece, dopo un primo quarto discreto, la Vuelle si sbriciola minuto dopo minuto e nemmeno l’intervallo serve a schiarire le idee a Robinson e compagni, ieri non belli da vedere come al solito. Le attenuanti? Un americano in meno, e sappiamo quanto la presenza di Gerald Robinson avesse dato maggior stabilità nella costruzione del gioco. E poi la mancanza di Repesa e dei suoi urlacci a scuotere la truppa dal torpore. Difficile dire se con Jasmin al suo posto sarebbe andata diversamente, la Vuelle è apparsa scarica e le basse percentuali in attacco non hanno mai permesso di accendere una scintilla che potesse cambiare l’inerzia del match. Si pensi che la prima tripla arriva solo nel 2° quarto dalle mani di Zanotti dopo un imbarazzante 111.
Pesaro parte coi senatori in quintetto, Delfino e Filloy, contando di avere da loro esperienza e furbizia in una partita infida come una buccia di banana. La squadra cerca Cain sotto canestro nel tentativo di caricare di falli Jarvis Williams e Tyler comincia benino, ma dall’altra parte Fabio Mian - che deve avere un conto aperto con Pesaro - sembra tarantolato. Ogni volta che gli arriva la sfera spara una tripla: va bene che è uno specialista e che la difesa biancorossa non era proprio attenta, ma i suoi 18 punti con 67 al tiro nel 1° quarto sono irreali. E però bisogna ammettere che hanno indirizzato la partita. Perché già nel primo periodo Cremona tocca il +10 (21-11) che le fa credere di poter strappare i due punti. L’unico sussulto arriva ad inizio secondo quarto: un assist di Robinson per Tambone, un rimbalzo offensivo di Zanotti, un contropiede di Justin e al 13’ la Vuelle vede la targa di Cremona (26-22). Lì si sveglia Poeta che beffa i lunghi in penetrazione e riaccende l’entusiasmo dei suoi. Calbini fa rifiatare Robinson e consegna la regia a Filloy, ma l’argentino, astuto nel rubare diversi palloni, non è lucido poi nel finalizzarli. Hommes, ben contenuto, si libera delle catene e mette la tripla del +12. Poi, prima che scada il tempo, attira un raddoppio su di sè e scarica a Poeta che segna e poi fa un inchino mentre suona il gong di fine primo tempo. Pesaro è a -15, il passivo più pesante.
Chi s’aspetta una Vuelle furente rimane però deluso: dagli spogliatoi esce una squadra remissiva, che non morde. Le cose precipitano: sul -18 la panchina pesarese chiama il pressing ma la mossa non produce scosse e al 28’ Cremona tocca un rotondo più venti: 70-50. Il quarto periodo comincia con tre bombe in sequenza firmate da Filloy e Tambone (77-64 al 32’) ma in difesa la squadra non graffia abbastanza per sperare in una vera rimonta. Finisce malissimo, con Cremona che ribalta anche la differenza canestri.
Elisabetta Ferri