REDAZIONE CRONACA

Come si usa il defibrillatore? Una guida in caso di emergenza

Le istruzioni per intervenire tempestivamente di fronte a un arresto cardiaco improvviso

Un'operatrice del 118 illustra l'utilizzo del DAE

Milano - Ogni anno in Italia il 41% delle morti è causata da malattie cardiovascolari, di queste sono circa 50mila sono dovute ad arresto cardiaco improvviso non trattato entro un’ora dall’insorgenza dei sintomi. 50mila persone che potrebbero essere salvate se trattate subito con un defibrillatore. Proprio per evitare queste morti da anni è diffusa una versione "ridotta" del defibrillatore presente negli ospedali, il Defibrillatore Semiautomatico Esterno (DAE). 

Il DAE è un'apparecchiatura di piccole dimensioni, contenuta in apposite teche segnalate con cartelli verdi e bianchi, che ha al suo interno due piastre adesive in grado di rilevare le alterazioni del’attività elettrica del cuore ed erogare una scarica elettrica quando necessario. Il 28 Agosto 2021 è entrata in vigore la legge 116 che ha introdotto l'obbligo di installazione del DAE all'interno di uffici delle pubbliche amministrazioni aperti al pubblico, scuole e università, stazioni, aeroporti, porti e mezzi di trasporto sia via terra che via mare che effettuano tratte di almeno due ore. La legge non ha reso obbligatoria la sua presenza nelle aziende private, anche se molte se ne sono dotate ugualmente.

In ogni azienda in cui è presente un DAE ci dev'essere almeno un dipendente in grado di utilizzarlo, che a tale scopo ha seguito un corso organizzato dall'Areu di 5 ore, nel quale vengono anche insegnate le nozioni base sul massaggio cardiaco e la prima assistenza. 

Se la persona addetta all'utilizzo del DAE non è presente durante l'evento, chi interviene al suo posto deve innanzitutto chiamare il 118 e farsi guidare dall'operatore. Ecco la sequenza di operazioni da effettuare: accendere l'apparecchiatura, collegare i cavi elettrici delle piastre, asciugare bene il torace del paziente, attaccare le piastre adesive sul torace, aspettare che l'apparecchio analizzi il ritmo cardiaco del paziente, seguire le istruzioni dettate dalla macchina e premere il pulsante "Shock" solo se espressamente indicato.

Prima di procedere alla "scarica" bisogna eliminare altre eventuali tracce di liquidi dal torace del paziente per evitare la dispersione della corrente elettrica. La persona che invece manovra il DAE non deve essere a contatto con il paziente: potrà tornare a toccare il paziente solo dopo che la macchina avrà emesso l’apposito segnale acustico di termine procedura. L’utilizzo del DAE è solo un primo passo, occorre poi proseguire con le manovre di rianimazione cardiopolmonare.

Sulla persona colpita da arresto cardiaco occorre intervenire il prima possibile: senza un trattamento immediato un arresto cardiaco comporta, entro 10 minuti, danni cerebrali irreversibili. Ulteriore tempo senza intervento può portare alla morte del paziente. Un inizio precoce delle manovre di rianimazione è insomma una condizione necessaria per salvare la vita di una persona.