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Scuola, mancano 200mila insegnanti. Il ministro Bianchi: "Saranno tutti al loro posto"

L'allarme dei sindacati, il vuoto delle supplenze dopo il Covid, le contorsioni dei concorsi: una serie di rebus che il governo promette di risolvere

Si torna a scuola (Foto Ansa)

Cernobbio (Como) - “Gli insegnanti saranno tutti al loro posto” il primo giorno di scuola. Parola del ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, durante il suo intervento al Forum Ambrosetti a Cernobbio: “Non mi sono sbagliato - ha aggiunto - in molte regioni abbiamo già fatto le supplenze. Quest’anno non ci saranno le 40 mila supplenze legate al covid. Quindi non e’ che mancano, ma non ci sono perché erano legate al l’emergenza pandemica. Stiamo lavorando per garantire a coloro che verranno la tavola apparecchiata”. La scuola in questi  giorni aveva rilanciato l'allarme per l'ormai imminente partenza.

Allarme che si risove in un dato: mancano all'appello 200mila insegnanti alla vigilia dell’inizio ufficiale delle lezioni, che partono domani a Bolzano e poi gradualmente in tutta Italia. Il buco, stimano i sindacati, è evidente soprattutto al Nord, nella primaria, nel sostegno, in lettere e matematica alle medie, in fisica alle superiori. Il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi due giorni fa aveva assicurato, a Radio Anch’io su Rai Radio 1: «I ragazzi troveranno i docenti che sono già in cattedra da moltissimo tempo — abbiamo 800 mila insegnanti in Italia per quasi 7 milioni di bambini — ma quest’anno abbiamo fatto tanti concorsi, oltre 50 mila li abbiamo assunti o li stiamo assumendo».

Proprio in materia di concorsi, il 56% delle cattedre che dovevano essere occupate con gli ultimi concorsi rimarranno scoperte. Il ritardo delle procedure concorsuali da un lato e l’alto numero di neo ammessi dall’altro comporteranno un numero di supplenti molto superiore al previsto, dicono i dati raccolti dagli uffici scolastici regionali. “Il governo trova nuove risorse per finanziare la figura del “docente esperto”, un meccanismo selettivo degli insegnanti che riguarderà solo 8.000 lavoratori all’anno e che la categoria ha già bocciato con lo sciopero generale del 30 maggio scorso“, esordiscono i sindacati.

“La scuola non può andare avanti con 8.000 docenti esperti, dopo un percorso selettivo che dura 9 anni, mentre funziona quotidianamente con centinaia di migliaia di docenti sottopagati – sottolineano i segretari generali di Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola, Gilda Unams e Snals Confsal. Anche sulle supplenze le previsioni dei sindacati non sono rosee. In alcune Regioni, come il Lazio, non si può procedere alle supplenze prima di aver effettuato le nomine in ruolo dei docenti di sostegno specializzati e dei precari che hanno effettuato tre anni di servizio e superato il concorso straordinario. Nomine che stanno effettuando solo in questi giorni.