ANDREA GIANNI
Cronaca

Sicurezza sul lavoro in Lombardia, 7 aziende su 10 sono irregolari. E in un anno 184 casi di caporalato

Il bilancio dell’Ispettorato: in un anno 13.133 controlli, 1.589 lavoratori in nero. La Uil: il 38% vive con una Ral sotto i 20mila euro, e la politica pensa a San Siro

In 67 cantieri ispezionati su 100 sono state registrate irregolarità di varia natura

In 67 cantieri ispezionati su 100 sono state registrate irregolarità di varia natura

MILANO – Con 13.133 ispezioni e un tasso di irregolarità pari al 67,5%, la Lombardia si conferma tra le aree con maggiore esposizione a violazioni della normativa del lavoro e della prevenzione. Sono stati rilevati nell’arco di un anno 1.589 lavoratori in nero, 184 casi di caporalato,1.933 interposizioni illecite di manodopera, 6.681 violazioni in materia di salute e sicurezza, in gran parte nei settori ad alto rischio come l’edilizia.

Un quadro allarmante che emerge dai dati sui controlli effettuati nel 2024 diffusi dall’Ispettorato del lavoro. In 67 cantieri ispezionati su 100, in sostanza, sono state registrate irregolarità di varia natura. “Questi numeri – sottolinea la segretaria Uil Lombardia Eloisa Dacquino – ci consegnano un contesto di illegalità diffusa in cui operano quotidianamente migliaia di persone, e ci dicono che siamo ben lontani da un sistema del lavoro giusto e sicuro, confermando sul fronte della sicurezza quanto sia urgente rafforzare il sistema regionale di prevenzione”. La Uil lancia l’allarme anche su salari e condizioni di lavoro, dopo le disuguaglianze certificate dagli ultimi dati dell’Organizzazione internazionale del lavoro.

Disuguaglianze anche per i mancato rinnovi contrattuali che spesso attendono dai 18 ai 24 mesi se non più lunghi. In Italia i salari reali sono inferiori a quelli del 2008 (-8,7%) e aumenta il divario salariale di genere. In Lombardia crescono i Neet, le disparità di genere e oltre il 38% dei lavoratori lombardi percepisce meno di 20.000 euro lordi annui.

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“Ci si dimentica a più livelli di affrontare la questione salariale dei lavoratori – sottolinea il segretario generale Uil Lombardia Enrico Vizza – la grave riduzione del potere d’acquisto, i servizi alle famiglie e pensionati, del welfare territoriale di comunità, di concorsi pubblici deserti, di interventi per favorire la contrattazione di secondo livello e del fallimento tra Comune di Milano e Regione Lombardia sull’edilizia sociale. Sembrano argomenti che non appassionano Milano e la nostra regione e che vede i due loro massimi rappresentanti “infervorati” nella sfida per il progetto dello stadio San Siro”.