
Orso Bruno
Villa di Tirano (Sondrio), 8 marzo 2015 - M25, l'orso bruno trentino da qualche tempo stanziato sulle montagne valtellinesi, si è svegliato dal letargo invernale alquanto affamato, tanto da aggredire e mangiare un’asina. La razzia è avvenuta nei boschi tra Pian di Gembro e Trivigno, sul versante orobico del Comune di Villa di Tirano e a farne le spese è stata la bestiola allevata da una famiglia del posto, che gestisce un agriturismo nella nota località dall’elevato interesse naturalistico.
La sgradita sorpresa ha riacceso i riflettori sul problema della convivenza tra i valtellinesi e il plantigrado, ma più in generale con i grandi predatori, visto che nelle scorse settimane è ricomparso anche il lupo nei boschi attorno ad Aprica. Gli stessi residenti si dividono tra pro e contro la presenza dell’orso bruno ribattezzato M25, monitorato dalla Polizia provinciale e dai tecnici dell’Ufficio Faunistico della provincia di Sondrio, attraverso il radio collare indossato dall’animale e collegato a sistema gps, dal quale è possibile registrarne gli spostamenti e localizzarne la posizione. Lunga la “fedina penale” del plantigrado che lo scorso anno ha fatto infuriare gli allevatori tra razzie di pecore nel Tiranese, in Valposchiavo, oltre a diversi asini predati, tra cui ben quattro nella Val di Togno.
Una strage quest’ultima, che aveva spinto l’allora presidente della Provincia Massimo Sertori a chiedere al Trentino di riprendersi indietro il plantigrado. Una presenza dimenticata fino ad oggi a causa del letargo che aveva spinto M25 a ritirarsi per alcuni mesi sulle cime del Mortirolo, ma il ritiro per il lungo sonno invernale non è la regola per questi esemplari, nell’inverno del 2013 ad esempio, come riferiscono gli esperti, M25 non aveva chiuso occhio: «Può aver inciso il clima mite che non ha portato abbondanti nevicate e gelate in quota – aveva spiegato Maria Ferloni dell’Ufficio faunistico di Palazzo Muzio -. Sono animali imprevedibili, in generale il letargo inizia da novembre sino a marzo». Da parte dell’amministrazione provinciale continuano le raccomandazioni agli allevatori di custodire il bestiame, e in questo caso gli asini di cui sembra essere ghiotto M25, in luoghi sicuri, con recinzioni elettriche.