
Agnese Di Clemente, 29 anni
In scena Agnese Di Clemente è elegante, garbata, forte e determinata, perfino nel taglio corto che la distingue dalle altre. Ballerina solista alla Scala, dopo il successo da protagonista di “Annonciation” di Preljocaj debutta in “Peer Gynt” del balletto contemporaneo di Edward Clug, musiche di Edvard Grieg per l’opera teatrale omonima di Henrik Ibsen del 1867, per la prima volta al Piermarini dall’8 al 18 aprile.
Peer Gynt, l’eterno, inconcludente sognatore della letteratura nordica. Si ritrova?
"Mi piace sognare ma non mi rifugio nei sogni, so stare con i piedi per terra, capisco quando dirmi: scendi dalle nuvole e rimboccati le maniche. Il nostro lavoro rende concreti".
Cos’è per lei la concretezza?
"Non amo pormi obiettivi nella vita quotidiana, vado d’istinto; ne ho invece per il mio futuro personale e lavorativo, e sono perseverante ma non ossessiva; mi piace essere stupita dalla vita. Il mio fidanzato, Roberto Caruso, è un pittore: per il mio stile di vita, per il mio carattere posso stare solo con un artista".
Peer Gynt è anche il simbolo della debolezza. Si è mai sentita debole?
"Appena entrata in compagnia alla Scala, mi sentivo persa. Dall’Accademia è stato un passaggio difficile: prima ero coccolata, seguita dagli insegnanti, dagli assistenti, dal direttore, mentre nel Corpo di ballo mi sono sentita giudicata dalle colleghe più grandi; alcune mi dicevano cosa fare, cosa indossare. Da subito ho fatto ruoli importanti, magari nell’ultimo cast, poche prove, gli occhi addosso; mi sentivo inadeguata. Nel tempo ho imparato ad accettare, con fatica, i giudizi negativi, anche se la paura di essere criticata c’è. Volevo persino lasciare finché la collega e amica Sophie Sarrote, splendida ballerina, mi è venuta in aiuto. Studiavo con Sophie prima di entrare in aula e dopo le prove, mi ha dato fiducia. Inoltre molti miei compagni di corso erano entrati con me alla Scala, sentivo la loro amicizia, il loro affetto".
Come vive la solitudine?
"Con timore: detesto stare a lungo sola in casa, colmo quei momenti leggendo, studiando, ascoltando musica. Visito mostre, musei come ho fatto fin da piccola con i miei genitori, vado a teatro, al cinema e viaggio: adoro viaggiare da sola".
Cosa legge?
"Ho una passione per i libri di Pino Cacucci, adoro “On the road“ di Kerouac. E leggo e rileggo ogni libro da cui è tratto il balletto che interpreto".