Immensa come la grande letteratura russa. "La Corazzata Potëmkin" di Sergej Michajlovic Ejzenštejn apre questa sera al Cinema Beltrade la rassegna "Milano Silent" con musiche di Rossella Spinosa, in collaborazione con il Gran Festival del Cinema Muto. Un evento al mese dedicato ai capolavori del cinema non sonoro. A 100 anni della sua uscita, "La Corazzata Potëmkin, è proposta con le musiche originali di Edmund Meisel – eseguite dal vivo - nella trascrizione per piano solo di Spinosa, pianista e compositrice.
Perché creare e trascrivere le musiche di un caposaldo della storia del cinema? "L’elaborazione delle musiche di Meisel su Corazzata sono state commissionate nel 2018 dalla Cineteca Umanitaria. Oltre 240 pagine di partitura per orchestra studiata, analizzata, rielaborata per pianoforte e sincronizzata in modo tale da cercare di ricordare, esaltare, la potenza in essa contenuta, pur non avendo a disposizione un’intera orchestra sinfonica, come nella prima versione. Per Corazzata ho composto due colonne sonore originali: nel 2013 per i Pomeriggi Musicali di Milano, per pianoforte concertante e orchestra, nel 2021, per il Centro Tchaikovsky di Pietroburgo, eseguita dalla strepitosa Orchestra Sinfonica del Governatorato. la registrazione è divenuta - grazie al Centro Tchaikovsky, in collaborazione col Consolato Italiano – un importante dvd, Il film di Eizenstein è un caposaldo della cinematografia mondiale, non solo per le tematiche sociali trattate ma anche per le innovazioni nell’ambito delle scelte registiche e di montaggio."
Quanto dà la musica dal vivo al film? "E’ il plusvalore di un’opera silente. Anche nelle incisioni discografiche riconosciamo il talento dell’interprete, ma l’emozione, il flusso energetico che passa con l’ascolto live, è superiore. Nel finale così intenso il pubblico respira con me".
Quale film l’ha convinta a creare nuove musiche? "Il Vagabondo di Chaplin nel 2007. Ricordo il sostegno di Vittorio Boarini e del caro Luis Bacalov; secondo loro cercavo un nuovo sentiero, una mia musica per queste pellicole indimenticabili. Finora sono oltre 140 pellicole, con un numero superiore di partiture, avendo talvolta rimusicato gli stessi titoli in modo diverso. Una scoperta, una gioia infinita".
Come sceglie i film? "Cerco di capire il loro obiettivo, offro ciò che sulla base dell’esperienza ritengo appropriato. Qualche volta mi sono permessa di suggerire anche percorsi che sento miei, come per i film di a Ozu, che amo e con cui condivido la dimensione spirituale".
Qual è il primo film che ha proposto ad Atena, sua figlia? "La palla nr. 13 di Buster Keaton".