
Una folla di oltre cento persone risponde al richiamo dell’artista delle provocazioni. I promotori: "Iniziamo dalla fine". Poi caffè e brioche al Museo del ’900. .
di Marianna VazzanaMILANOIn piazza Duomo, puntuali, prima delle 7 spuntano studenti, lavoratori, passanti incuriositi e pensionati in attesa dell’artista maestro di provocazioni Maurizio Cattelan, impazienti di avere tra le mani i cartelli preparati per “La fine allegra“, il flash mob dedicato alla morte nel giorno di apertura della Milano Art Week all’ora di colazione. "Pensati risorto", "The planet is lava", "Giace qui da qualche parte", "Penso dunque muoio", "Finalmente calmo", "Tre metri sotto terra", "il mondo sta finendo, chiediamo a chat gpt", alcuni dei messaggi distribuiti ai partecipanti. Qualcuno si è fatto timbrare sul viso lo slogan "Smile, it’s the end": sorridi è la fine. Un modo per esorcizzare la morte e per allontanarla con ironia (e arte).
In mezzo alla folla di oltre cento persone: Cattelan. Momento clou, quando i partecipanti sollevano i cartelli e poi si sdraiano a terra, "come morti. Con gli occhi chiusi", li sprona uno dei promotori. Perché? "Perché noi – spiega Nicolas Ballario che ha affiancato Cattelan e Paride Vitale, gli ideatori – iniziamo dalla fine". Presenti anche il direttore del Museo del ‘900 Gianfranco Maraniello, ente che ha promosso la manifestazione insieme a “Living”, e l’assessore alla Cultura del Comune Tommaso Sacchi che ha dichiarato aperta la Art Week. C’è il desiderio di esserci, di comunicare sopra le righe seguendo le orme di Cattelan. Una ragazza si presenta con una banana incollata sulla felpa con il nastro adesivo (citando una celebre opera del maestro), un uomo si sdraia con una gabbia calata sulla testa. Un altro mostra fiero due scarpe diverse ai piedi. Mauro Calvi, pensionato, fa sapere di essere partito all’alba da Seregno. Ci teneva a essere presente anche Akila Porage, che insegna pittura in una scuola d’arte del Comasco. Tutti hanno poi marciato verso il museo del ’900 dove sono stati offerti caffè e brioches per "la prima manifestazione di colazione della storia di Milano", "nello spazio dove un tempo – ricorda il direttore del Museo Maraniello – passavano i tram. Non è casuale: è uno spazio di connessione".