
Frah Quintale
Milano, 17 ottobre 2020 - La tv prova a riaccendere quella scena live che il Covid ha spento o quasi. È il caso di “Indie Jungle”, il programma di approfondimento musicale che su Sky Arte (ma pure on demand e in streaming su Now Tv) intende comporre attraverso dodici concerti con cadenza settimanale un allettante mosaico del panorama musicale indipendente italiano. In cartellone habitué della scena milanese come Coma_Cose, Ghemon o Selton, ma anche Fulminacci, Gazzelle, Calibro 35, La Rappresentante di Lista, Eugenio in via di Gioia, Colapesce e Dimartino, Lucio Corsi e Lucio Leoni, anche se la “première” di questa sera (20.30) è tutta per Frah Quintale, al secolo Francesco Servadei, bresciano trapiantato in zona Paolo Sarpi, tornato in radio all’inizio dell’estate con “Banzai (lato blu)”.
Potendo scegliere i protagonisti di un’ipotetica seconda serie di “Indie Jungle”, su chi punterebbe? "Sono un super fan dei progetti messi in campo da tanti giovani artisti. Nel mio ultimo disco, ad esempio, l’unico ospite è Irbis 37, collettivo della Bovisa di grande interesse. Pure il diciassettenne Blanco, bresciano come me, ha le sue brave carte da giocare".
Da cosa nasce l’idea di pubblicare un disco diviso in due parti? "È stata quasi un’esigenza. Il successo del predecessore ‘Regardez moi’ mi ha tenuto impegnato per tre anni, tempo lunghissimo che mi ha portato ad accantonare tanto materiale. Nel primo tomo di ‘Banzai’ abbiamo messo le canzoni che in qualche modo potessero avere un mood vicino al blu".
La seconda parte quando arriverà? "Stiamo ancora lavorando, quindi 2021. Proseguirò il gioco cromatico, ma non voglio ancora dire il colore abbinato alle nuove canzoni. Intanto continuo a collaborare con altri. Nel nuovo album Mecna c’è pure un mio featuring".
Ce l’ha un amico in questo ambiente? "Più di uno. Coez, ad esempio, è una specie di fratello maggiore, perché m’ha sempre seguito elargendo preziosi consigli".
All’inizio del 2019 ha messo in rete solo per 24 ore un brano, ‘Quest’anno’, in cui riassumeva per sommi capi le straordinarie cose che le erano accadute nel 2018. Potendo riassume in una canzone questo bisestilissimo 2020 cosa metterebbe? "La cosa più surreale che m’è capitata è stata quella di pubblicare un disco e non avere modo di andare in giro a cantarlo. Un vero disastro".