
Joe Bastianich con La Terza Classe
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Milano - Scordatevi il "restaurant man" che davanti a piatti un tantino scotti lanciava in camera uno sguardo torvo ringhiando al malcapitato di turno "vuoi che muoro?", il Joe Bastianich in arrivo con chitarra e cappello a tesa larga ha più poco del (pittoresco) giudice di "MasterChef". Oggi preferisce la musica bluegrass, magari suonata assieme ad un gruppo che sa il fatto suo come La Terza Classe, quintetto con cui Joseph-Joe (laurea in Teologia e Filosofia buttata alle ortiche per diventare un imprenditore di successo) sbarca il 27 dicembre all’Arci Bellezza di Milano e il 5 gennaio a Auditorium Scuole Primarie di Chiari
Bastianich, come ha incrociato il cammino de La Terza Classe?
"È accaduto dieci anni fa facendo un programma per Sky chiamato ‘Joe Bastianich on the road’, li ho incontrati in strada a Napoli che facevano i ‘buskers’. Erano molto bravi, così li ho portati in America a suonare con me. Durante il lockdown ho pensato di mettere in piedi un tour di bluegrass e li ho chiamati. Portiamo sul palco un viaggio in America, fatto sonorità d’oltre oceano, alcuni miei brani inediti e qualche racconto".
Sul suo sito c’è scritto «restauranteur, showman & musician». In quali panni si sente più a suo agio?
"Quella della musica è sempre stata l’attività più vicina al mio cuore. Amo scrivere. Scrivo libri, scrivo programmi tv, ma soprattutto scrivo canzoni. La musica è la cosa più onesta che faccio. Forse non riempirò mai uno stadio, ma salire sul palco con la chitarra mi piace".
C’è un musicista che ammira sia artisticamente che umanamente?
"Bruce Springsteen con le sue canzoni ha raccontato l’America per mezzo secolo e umanamente è una persona che fa bene al mondo. Un figo. Un idolo".
Si può usare la tv per arrivare al grande pubblico e poi cambiare strada?
"Beh, 27 edizioni di ‘MasterChef’ in giro per il mondo (ma in America ancora lo fa - ndr) possono anche bastare. Ora sto cercando la mia opportunità nella musica, ma fra qualche tempo in Italia mi vedrete pure nei panni di giornalista. Di più non posso anticipare".
Potendo portarsi un’ospite in tour, con chi le piacerebbe dividere il palco?
"Con una grande signora della canzone americana come Emmylou Harris".
In estate ha aperto un barbeque alla Stazione Centrale .
"Ne aprirò un altro paio nei prossimi mesi".
Altre attività?
"Sto scrivendo un nuovo libro sul vino. Per vivere meglio, considero a tutti di bere una buona bottiglia ogni giorno".
Un progetto che prima o poi realizzerà?
"Scrivere un musical sulla mia vita. Sul figlio triste, cicciotto e sfigato di una coppia di immigrati che cerca il successo e alla fine raggiunge i propri sogni".
Come si vede fra dieci anni?
"Speriamo non morto e ancora sul palco. Anzi, seduto tra i miei vigneti con un bel bicchiere di vino in mano e sul piatto un buon hamburger cucinato dai miei figli".