ANDREA SPINELLI
ANDREA SPINELLI
Cultura e Spettacoli

Malika Ayane: “Un personaggio enorme questa è la mia Evita”

Prodotto e diretto da Massimo Romeo Piparo, “Evita” rimarrà ad Assago fino al 27 novembre con un cast che vede la partecipazione pure di Filippo Strocchi

Malika Ayane è Evita

Assago, 9 novembre 2016 - In quel piovoso giorno di luglio del ’52 il marito Juan Domingo Perón la baciò per due volte sulle labbra sperando forse di rianimarla come una bella addormentata, ma il carcinoma all’utero s’era già preso i trentatré anni di Evita sprofondando un intero paese nel lutto. “La sua è stata una fine triste come i radioromanzi degli anni Quaranta” commentò doña Juana Ibarguren davanti alla salma della figlia esposta nella sede della Segreteria della Confederazione Generale del Lavoro di Buenos Aires tra le fragranze di 18 mila corone di fiori che scendevano in strada facendo il giro del quartiere. E un po’ da feuilletton è pure la trasposizione teatrale della vicenda fatta da Tim Rice ed Andrew Lloyd Webber nel ’78 con la celeberrima opera rock che Malika Ayane porta in scena in prima assoluta in italiano questa sera al Teatro della Luna. Prodotto e diretto da Massimo Romeo Piparo, “Evita” rimarrà ad Assago fino al 27 novembre con un cast che vede la partecipazione pure di Filippo Strocchi nei panni del Che, l’io narrante dello spettacolo “…a metà strada tra il Ricky Martin dell’ultimo allestimento Broadwayano e l’Antonio Banderas della versione cinematografica di Alan Parker”, Enrico Bernardi in quelli di Perón e Tiziano Edini di Augustìn Magaldi, il tanguero che strappò l’allora quindicenne María Eva Duarte alla solitaria vita di Junín per darla in pasto alle luci e alla mondanità della capitale argentina.

In scena attori, ballerini e la grande orchestra diretta dal maestro Emanuele Friello. Ma al Teatro della Luna ci saranno pure ragazzi della Scuola di musica Cluster. Le coreografie sono di Roberto Croce, le scene di Teresa Caruso e i costumi di Cecilia Betona. “Dopo le tre anteprime di Bari mi sono resa conto che se cadi dentro al teatro poi diventa difficile venirne fuori” spiega Malika, nell’attesa di decidere dopo a gennaio se chiudere l’esperienza (come da contratto) o prolungarla rinviando ulteriormente i suoi progetti discografici. “Evita è un personaggio così pazzesco che non sai se è riuscita a far parlare di se più da viva o da morta. Interpretarla, per me, è stato come interpretare la Regina Elisabetta”.

“C’è solo una cosa che non potrei mai perdonarti Juan: farmi dimenticare” disse nelle ultime ore con il poco fiato che le rimaneva in gola “Chinita”, come la chiamava tra le pareti domestiche il marito-presidente. E un quarto di secolo dopo la coppia Rice-Webber ha esaudito il suo desiderio, regalandole un posto nelle arti oltre che nel cuore dei suoi “descamisados” e dei suoi “grasitas”. Ma i santi vanno lasciati in pace e in Argentina pochi finora hanno gradito questo musical e le sue ricadute cinematografiche; affrettandosi a girare nel ‘96 “La vera storia di Eva Perón”, con Juan Carlos Desanzo dietro alla macchina da presa e Esther Goris nel ruolo della “encantadora de la pampa”, per controbilanciare la pellicola di Parker (memorabile la scena in cui Luca Tommasini balla il tango con Madonna sulle note di “Buenos Aires”), dando il là ad una serie di pubblicazioni come i fortunatissimi romanzi di Tomás Eloy Martinez, gli sceneggiati tv, i documentari legati al carismatico personaggio della Duarte.