ANNA MANGIAROTTI
Cultura e Spettacoli

Miart, la forza dell’amicizia. Collaborazioni tra maestri. E le opere sorprendono

Sotto lo stesso tetto 179 gallerie da 31 Paesi. Nel segno di Robert Rauschenberg “Una rosa per Morricone e Pasolini“ e si viaggia nella Pop art con Giò Marconi.

Sotto lo stesso tetto 179 gallerie da 31 Paesi. Nel segno di Robert Rauschenberg “Una rosa per Morricone e Pasolini“ e si viaggia nella Pop art con Giò Marconi.

Sotto lo stesso tetto 179 gallerie da 31 Paesi. Nel segno di Robert Rauschenberg “Una rosa per Morricone e Pasolini“ e si viaggia nella Pop art con Giò Marconi.

Tra arte e vita, amicizia istintiva. Tra artisti, si può incoraggiare: among friends, titola Miart 2025, raccogliendo sotto lo stesso tetto (Fiera Milano, viale Scarampo) 179 gallerie da 31 paesi e 5 continenti, invitate ad aprirsi alla collaborazione. Spunto tratto dalla parabola artistica e umana di Robert Rauschenberg, a cento anni dalla sua nascita. Per lui, il lavoro finale è il risultato del lavoro di più di una persona; among friends titolava la retrospettiva che gli dedicò nel 2017 il MoMA di New York. Ora, Intesa San Paolo, main partner di Miart, espone nella sua area lounge Blue Exit, capolavoro dello statunitense, e apre il caveau alle Gallerie d’Italia per mostrare al pubblico altre tre opere del maestro.

L’opera d’arte vincitrice della SZ Sugar-miart commission 2025, è Una rosa per Morricone e Pasolini, gialla, intrisa d’alcool e capovolta, schiacciata a versare il suo colore sullo spartito di Musica per una fine di Morricone, al quale Pasolini aveva affidato un testo di “soave saggezza”, come fa notare Mario Airò, autore dell’opera premiata, affascinato dal risultato di una straordinaria collaborazione. Dichiarazione d’amicizia si raccoglie nello stand di A Palazzo Gallery, che a Miart attrae Beatrice Trussardi, che abbraccia la titolare e accetta di farsi fotografare davanti a Refraction del giovane cinese Luc Ming Yan.

Tra le sezioni Emergent ed Established, probabile che il visitatore più esigente preferisca puntare sulla seconda, anche complementare rispetto alle proposte offerte dalle istituzioni milanesi: Cardi Gallery è dedicata a Ugo Rondinone, protagonista della mostra alla Gam; una prospettiva sulla Pop Art propone Giò Marconi, degno figlio (o forse più bravo?) del grande Giorgio, puntando l’attenzione su Valerio Adami e sul suo vibrante Uovo Rotto, messaggio profetico della società moderna; alla Galleria Continua, un San Giorgio uccide il drago di Ai Weiwei, in mattoncini Lego 1957, ha l’aura di un resto archeologico. Ma si consiglia di non rinunciare a vagabondaggi più incerti, sulla suggestione di interventi spontanei per gli amici di Vincezo Agnetti, o Stellar Friendship, dialogo tra tre: chi saranno mai? Le sorprese non mancano...