
"Ti devo dire una cosa…". "Te la devo dire anch’io…". L’avventura tra reggae e ska che The Originals portano stasera...
Milano – "Ti devo dire una cosa…". "Te la devo dire anch’io…". L’avventura tra reggae e ska che The Originals portano stasera al Live Club di Trezzo è nata così, ad un concerto torinese dei Bluebeaters dall’incontro in camerino tra Ferdinando Masi dei Beaters, pardon Cout Ferdi, e due vecchi amici come Madaski e Bunna degli Africa Unite.
Non addizione ma fusione.
Masi: "Il bello di essere insieme per due gruppi è che siamo amici da prima che nascessero i Bluebeaters, come costola di Africa oltre che di Casino Royale e Fratelli di Soledad. Ci frequentiamo, ci stimiamo e spesso ci siamo scambiati sui palchi, Bunna nei Bluebeaters i primi anni, Cato e Parpaglione di qua e di là, Fabio Merigo prima in uno poi nell’altro gruppo, Giotto in entrambi, Patrick tour qua e là".
In dieci sul palco: primo assaggio di festeggiamenti per i 45 anni di Africa Unite nel 2026?
Bunna: "È stato un viaggio lungo, a volte difficile, ma di cui siamo assolutamente soddisfatti, in cui abbiamo cercato spesso connessioni musicali con persone che stimiamo, come in questo caso. I 40 anni li abbiamo salutati pubblicando un album dal titolo eloquente come ‘Non è fortuna’, ma per i 45 non abbiamo ancora un progetto".
Intanto ci sono The Originals, nome coniato apposta per questa esperienza.
Masi: "L’ha scelto Madaski. Un nome semplice, ma anche celebrativo di una musica che condividiamo e delle nostre avventure. Oltre al fatto di aver praticamente introdotto la musica giamaicana in Italia".
Pur con accezioni differenti.
Bunna: "The Originals sono la somma delle ispirazioni di entrambe le formazioni. I Bluebeaters si rifanno al periodo in cui in Giamaica si suonavano rocksteady e ska. Anche se poi hanno iniziato un proprio lavoro di ricerca, la loro estetica musicale arriva da lì. Per quanto riguarda gli Africa i nostri riferimenti sono stati legati ad un periodo successivo, il reggae degli anni ‘70 e ’80. Due entità che raccontano, ognuna col suo linguaggio, la stessa storia".
Masi: "Per l’esperienza che si potano sulle spalle, a me piace pensare i musicisti dei due gruppi come usciti da una specie di Alpha Boys School (la scuola di Kingstion che tra gli anni ’50 e ’60 ha cresciuto il grosso degli alfieri della musica giamaicana riusciti poi a trasformare il reggae in un genere mainstream - ndr), ma italiana".